[5] Ammente, mentre.
[6] L'autu juorno, il giorno dopo.
[7] Ceppa 'e funge, ceppaja di funghi.
[8] Quest'Orco, che vuol mangiarsi la imbolatrice del suo prezzemolo, (in altre varianti, invece del prezzemolo, ci abbiamo de' cavoli) ricorda un detto d'Orazio satiro, il quale forse (chi sa?) alludeva nello scriverlo in pensier suo a questa fiaba, che senza dubbio, dovea narrarsi anche allora in Italia:
Nec vincet ratio hoc, tantundem peccet idemque
Qui teneros caules alieni fregerit horti
Et qui nocturnus divum sacra legerit.
[9] 'Na figlia r' 'a soja, (letteralmente: una figliola della sua) una figliuola sua. Il possessivo si suol mettere spesso al genitivo; curioso idiotismo napoletano, non più bizzarro della forma italianissima: una sua di figliuola.
[10] C' 'a, con la. Vuagliozzola o Guagliozzola, è in Pomiglianese il femminile di Guaglione, che a Napoli dicono invece Guagliona; vocabolo, che non si userebbe in Pomiglianese. Equivale a ragazza, giovanetta. Il Galiani:—«È voce che deriva dal latino Calones, che i francesi dicono goujats».—Il Mazzarella-Farao:—«Nel suo diminutivo: guaglionciello. Forse meglio da γαιων, venalitius agricola, da γαια la tèrra, ed ωγιος venalis».—Due etimologie spropositate ed assurde.