[1] Taverna Nova è una borgata, che va in parte col comune di Pomigliano d'Arco, in parte con quello di Casalnuovo di Napoli ed in parte con quello d'Afragola. Dice una canzone popolare:

Taverna Nova, aria gentile,

A chi 'no inasto, e a chi 'na 'nnamorata!

[Var. A chi 'no vaso, e a chi 'na massaria.]

Quanno la mano 'mpietto mme calaste

Io te dicietti:—«Fa chello, che buoje!»—

. . . . . . . . . . . . . .

Per obbedire a li comanne tuoje.

[2] Pomigliano, prima Pumigliano, che i Napoletani ora corrottamente dicono Pompigliano; e così la chiama anche il dottor Raffaele Castorani, professore d'oftalmologia nella Università di Napoli in un Mémoire sur l'extraction linéaire externe, simple et combinée de la cataracte (Paris. Baillière, 1874). Volgarmente vuolsi fondata da Pompeo Magno, con etimologia assurda, giacchè, quand'anche fosse da preferir la forma Pompigliano, deriverebbe da Pompilio e non da Pompeo. Altri vuol, che il nome venga da pomi e llano, vocabolo spagnuolo, quasi: pianura de' Pomi; e le armi parlanti del paese sono appunto un pomo; ed in mezzo al mercato c'è una colonna con sopra una cestella di pomi in marmo. Ma il paese non è niente affatto celebre per le frutta ed è più antico della dominazione spagnuola, nè la formazione è possibile. Il Flechia trarrebbe il nome da Pomelianum, *Pomelius.—«Questo nome è reso probabile da Pomelianus (IN. 1935) gentilizio, che sta a *Pomelius, quale p. e. i gentilizî Curtianus a Curtius, Flavianus a Flavius, Marianus a Marius, Nerianus a Nerius, ecc. (cf. Hübner. Ephem. epigr. II. 30 e sgg. ). Da Pumidianum, Pumidius (IN.), sarebbe più verisimilmente venuto *Pumijano, indi.... *Pomiano».—L'aggiunto d'Arco, che si ritrova anche nel nome della Madonna dell'Arco, (dov'ora è il Manicomio provinciale); di Santa Maria dell'Arcora, chiesa in Afragola; di Via Arco Pinto (ibidem) ecc.; viene da' ruderi dello antico acquedotto di Serino. Per la gloriosissima Madonna dell'Arco, c'è un madrigale di Giambattista Basile, il Pigro.

Dissi: «L'Iride mia,