»È egli per la buona causa?» replicò la voce di prima.
»Un Presbiteriano, ma ei si vale d'un ministro spirituale tollerato dal governo, nè mai si mostrò recalcitrante alle leggi.»
»Ipocrisia! forse maschera che tanti san prendere solo per non avere coraggio di mostrare a chiaro di giorno i sentimenti interni dell'animo loro! Son tentato di visitare la casa. Chi sa non vi si nasconda qualcuno fra gli scellerati di cui siamo in traccia?»
»V'assicuro, mio colonnello (si udì una terza voce prima ancora che Morton avesse avuto il tempo di riaversi dal concetto spavento) vi assicuro che è una briga inutile e tempo perduto. Milnwood è un vecchio avaro: non pensa nè poco nè assai a politica, e fuori del proprio denaro non si cura d'altra cosa su questa terra. Suo nipote era alla rassegna stamane, ed anzi sortì capitano del Pappagallo: su di lui dunque non può cadere sospetto di fanatismo. Mi fo mallevadore io, che da lungo tempo tutti dormono in questa casa, e metterla in trambusto a tal'ora sarebbe un ammazzar di paura quel povero vecchio. Ne prenderebbe tutti per una banda di ladri venuti ad impossessarsi del suo tesoro.»
»Se la cosa è così noi perderemmo un tempo che si può meglio impiegare. Reggimento guardie! Attenti! Marciare in avanti! Marche!»
Si udì nuovamente lo strepito dei tamburi e lo squillo delle trombe, e allorquando Morton vide allontanati i soldati, scese per trasferirsi laddove stava il suo ospite. Lo trovò in piedi colla sciabola nuda al fianco, e tenendo una pistola a ciascuna mano. Al debole lume della sua lanterna, fu sorpreso della raddoppiata ferocia, che su i lineamenti d'esso egli scorse, e dai quali trapelava ad un tempo tutto l'entusiasmo del fanatismo.
»Giacchè, come ben me n'accorgo, udiste lo strepito della cavalleria, comprenderete il motivo che mi ha impedito di venir più presto da voi.»
»Che monta ciò? disse Burley; la mia ora non ha ancora sonato. Quando giugnerà, andrò ad unirmi cogli altri martiri della buona causa. Ma fintantochè io potrò sulla terra farmi strumento alle volontà del mio padrone, camminerò diritto dinanzi a me.»
»Ecco di che ristorarvi. Io vi consiglio partire domani all'alba, onde sottrarvi più facilmente alle indagini di chi vi persegue.»
»Giovane, voi siete già stanco di me! Il sareste ben maggiormente, se vi fosse nota l'opera, che non ha guari ho compiuta. Ma non mi fa maraviglia che siate stanco di me. Vi ha tai momenti che lo sono io di me stesso. Credete voi che non sia penoso incarico il sentirsi chiamato ad eseguire i tremendi ma giusti decreti del cielo? il dovere imporre silenzio a quell'involontario sentimento che fa fremere l'uomo quando bagna le sue mani nel sangue de' propri simili? Pensate forse che dopo aver ferito un colpevole, il feritore nel vederlo cadere non porti un guardo atterrito sopra se stesso? Ch'ei talvolta non dubiti persino se veramente egli avea missione a punirlo?»