»Non vi comprendo» soggiunse lady Margherita, che sollevò il capo in aria schifiltosa, e intesa a provare come ella avesse per uno scherzo male a proposito sì fatto dire.
»Nella condizione cui scesi, o Milady, è forse una follia in me il riandare tai ricordanze; ma voi dovreste aver udito parlare del mio avolo Francesco Stuardo, cugino germano di Giacomo I, che gli conferì il titolo di conte di Bothwell. La vita di lui non fu che una lunga sequela di sventure, nè il portarne il nome mi è stato sorgente di grandi vantaggi.»
»Veramente, soggiunse lady Margherita con tuono di maraviglia ad un tempo e di simpatia, avea ben io udito parlare che il pronipote di quest'uomo celebre non godea d'uno stato corrispondente alla propria nascita; ma fui ben lungi dall'immaginarmi, ch'egli avesse avuto sì poco avanzamento nella carriera militare. Come può essere che la fortuna abbia trattato così aspramente un germoglio della dinastia degli Stuardi?»
»Tutto ciò, o Milady, è nel corso ordinario delle umane cose. Ho avuto alcuni lampi di buona sorte. Ho votato più d'un fiaschetto in compagnia di Rochester; mi son dato più d'una volta bel tempo insieme a Buckingam: ho fatta la guerra ed avuta comunanza di diporti con Sheffield; ma tutti questi amici, che m'ebbero volentieri per compagno ne' loro sollazzi, non hanno poscia giammai pensato a giovarmi. Forse (aggiunse con acerbità) non ho saputo mostrarmi assai commosso dall'onore, che questi potenti grandi di nuova data compartivano ad un discendente degli Stuardi coll'ammetterlo nella lor società.»
»Ma i vostri amici di Scozia, o signore Stuardo, la vostra famiglia che in questo paese è sì numerosa e possente!»
»Che volete, Milady? Alcuni di questi m'avrebbero volentieri preso per guardia delle loro foreste, godendo io fama di buon cacciatore; altri mi avrebbero affidato l'incarico di difenderli in private querele perchè so adoperar bene la spada. Avvene alcuni che in mancanza di più scelti convitati m'avrebbero ammesso alla loro mensa non mi stando io dal votare i miei tre fiaschetti con leggiadria; ma servir per servire, parenti per parenti, ho preferito il prender servigio sotto mio cugino, Carlo II, benchè la paga sia poca, e la divisa non molto brillante.»
»È una vergogna, un vero scandalo! proruppe lady Margherita. E perchè non vi volgete a dirittura a sua maestà? Il re si troverebbe, cred'io, ben sorpreso, in veggendo un rampollo della sua augusta casa....»
»Perdonate la franchezza d'un soldato, o Milady. Pur conviene ch'io lo dica. Il re pensa molto più ai suoi propri rampolli che a quelli del bisavolo di suo nonno.»
»In somma, signore Stuardo, dovete promettermi di dormire questa notte a Tillietudlem. Aspetto qui domani il vostro colonnello, il bravo Claverhouse, al quale il re ha molta obbligazione: vengono di fatto da questo ufiziale i severi provvedimenti che sono stati presi onde estirpare da' nostri dintorni tutti i facinorosi, tutti coloro che aspirano a rovesciare il governo. Gli domanderò il vostro avanzamento, il vostro pronto avanzamento, e son certa e del rispetto suo al sangue che vi scorre per le vene, e de' riguardi di cui si pregerà verso una lady che ha ricevuto tanti contrassegni di distinzione da sua maestà; quindi non lascerà priva d'effetto la mia domanda.»
»Vi son grato, Milady. Rimarrò qui certamente poichè a tanto m'incoraggiate; e mi giova anche perchè avrò più presto occasione di presentare al mio colonnello il prigioniero che ho meco.»