»E chi è questo prigioniero, signore Stuardo?»
»Un giovane, se vogliamo, di buona famiglia, che ha dato ricovero e agevolati i modi della fuga ad uno fra gli uccisori dell'arcivescovo di Sant'Andrea.»
»Quale obbrobrio! sclamò lady Bellenden. Par fino impossibile che un uomo di buona nascita consenta a farsi protettore d'un assassino, e soprattutto dell'assassino d'un rispettabile vecchio, d'un arcivescovo, d'un primate. Ho una prigione all'uopo, signore Stuardo; ve ne fo dar tosto la chiave. È quella stessa prigione, entro cui il mio povero sir Arturo Bellenden fece rinchiudere ventidue wig dopo la battaglia di Kilsythe; non può dirsi mal sana, perchè non è che due piani sotterra, e dovrebbe anche avere uno spiraglio per rinnovar l'aria.»
»Domando mille volte perdono, o Milady. Non è già ch'io dubiti dei meriti ammirabili della vostra prigione, ma ho promesso d'usare riguardi al mio prigioniero; vi chiedo quindi per lui una stanza, e avrò cura io di farlo custodire in modo che gli sia impossibile la fuga quanto se avesse i ceppi ai piedi e alle mani.»
»Come giudicate più a proposito, signore Stuardo; niuno meglio di voi conosce i vostri doveri. — Vi lascio. Ho dato gli ordini al mio intendente Harrison onde siate provveduto di quanto vi possa occorrere. Avrei il massimo piacere nel tenervi compagnia io medesima; ma...»
»Non fate complimenti, o Milady. Comprendo benissimo che la divisa di sergente distrugge qualunque privilegio potesse derivarmi dal real sangue di Giacomo V.»
»Non è per riguardo mio, signore Stuardo; mi fareste un torto col crederlo!.... ma domani parlerò al vostro colonnello e spero vedervi presto innalzato a tal grado, che vi renda più piacevole la ricordanza del nascer vostro.»
»Temo assai, Milady, sul verificarsi della vostra speranza, ma non vi sono quindi men grato delle buone intenzioni che a mio favore manifestaste. Ad ogni evento avrò passata una buona serata col sig. Harrison.»
Dopo di che lady Margherita gli fece un grazioso inchino, adatto a provare quanti riguardi ella serbasse al regio sangue comunque scorresse nelle vene di un sergente delle guardie; poi nel ritirarsi lo assicurò, che tutto quanto trovavasi nel castello di Tillietudlem era a piacere di lui e della sua gente a cavallo.
Al qual proposito il nostro sergente non si ristette dal prenderla esattamente in parola. Da lungo tempo ei non era molto sofistico nella scelta de' suoi compagni, e per vero dire sentì come avrebbe goduto di maggior libertà standosene coll'intendente che costretto a passare la sera colla cerimoniosa signora del castello. La sua prima fazione si fu il procacciare al prigioniero una stanza, e la esaminò egli medesimo per accertarsi che non vi fossero più d'un'uscita o modi facili per fuggire dalle finestre. Posta indi una guardia alla porta promise a Morton d'inviargli una cena, ed un fiaschetto del miglior vino che fosse nella cantina di milady; indi s'andò a mettere a tavola con Harrison e con Gudyil, che ne fecero ottimamente gli onori aggiugnendo appetito al convitato col lor buon esempio.