CAPITOLO IX.

Scorgi il lido tuttor, mia navicella,

E se' ludibrio ai venti e alla procella.

Prior.

Intantochè lady Bellenden avea col nobile sergente il colloquio da noi narrato testè, la pronipote non accesa d'egual entusiasmo siccome l'ava per tutto ciò che perteneva a regio sangue, nulla più sapea scorgere in Bothwell d'un gaglioffone ben complesso, i cui lineamenti abbronzati presentavano una singolare mescolanza d'imprudenza e d'abbiezione, di gaiezza e di mal'umore; laonde si trasse in disparte con Jenny Dennison che compiea verso lei gli ufizi di cameriera. Nè maggiore attenzione i soldati ottennero da miss Editta, datasi unicamente a contemplare il prigioniero, che per la cura appunto di nascondersi il volto col mantello eccitava vie più la curiosità della giovane.

»Vorrei sapere chi sia questo povero infelice» diss'ella a Jenny.

»A ciò pensava io parimente, o miss Editta: io temea forse Cuddy; ma Cuddy dovrebbe essere più piccolo. — Però.... non mi sarà tanto difficile il saperlo, conosco uno di quei soldati.... il più giovane fra i quattro.... quello che ha migliore fisonomia.»

»E in qual modo è che lo conoscete?»

»Mio Dio, miss Editta! Egli è Tom Holliday, quel soldato che fu ferito pochi passi lungi da qui, e che si è trattenuto più d'un mese in questo castello. Oh! posso domandargli quello che voglio, ben certa di non averne ripulse.»