»Dio mi danni, se questo è vero! disse egli prendendo la moneta. Non l'accetterei neanco se non fosse per compensarmi del pericolo cui mi cimento. Se il colonnello sapesse quanto oso per voi, mi farebbe cavalcare un cavallo di legno, alto come la torre di Tillietudlem. Su via! Ecco aperta la porta! Entrate, ma non vi perdete troppo lungo tempo a cianciare, e appena vi chiamo, uscite con prontezza come se udiste sonare a raccolta.»
Entrate ch'esse furono, Holliday chiuse la porta, riprese la propria carabina, e continuò, fischiando alternativamente e cantando, i suoi giri lungo la loggia.
Morton stava seduto coi gomiti appoggiati sopra una tavola e col capo sulle proprie mani. Sollevò gli occhi in udendo aprirsi la porta, e allorchè s'accorse delle due donne che entravano, si alzò in piedi facendo un atto di maraviglia. Editta, coperta d'un velo, rimaneva addietro senza avere forza di inoltrarsi o di parlare; perchè la modestia avea fatto sparire da lei quel coraggio che dianzi la disperazione sola inspirolle. In quel momento non vedea più quai modi vi fossero di soccorrere l'amante. Un caos angustioso d'idee le teneva l'animo, e fra queste per sin la tema d'essersi degradata agli occhi di Morton con una risoluzione mal conforme al decoro prescritto al suo sesso, comunque le circostanze sembrassero in tal qual modo scusarla. Rimasta immobile e quasi fuor di sentimento, l'ancella, al cui braccio ella reggeasi, adoperava invano sforzi ad assicurarla e a restituirle il coraggio dicendole sotto voce: »Ebbene, miss Editta, eccoci ove era nostra intenzione di essere! Profittiamo del momento. Il sergente può venire a far la sua ronda, e mai ci starebbe l'avventurare il povero Holliday ad essere punito per averne usata cortesia.»
Intanto Morton incominciò a sospettare la verità delle cose. Chi altri fuori d'Editta potea nel castello di lady Bellenden prendersi tanto pensiere di lui? Pure la foggia delle vesti addossate dalla sua incognita e il velo impedendogli ravvisarla, ei paventa persino d'esternare i dubbi in lui nati, e di arrecare, se falsi, un torto a colei che gli era scopo d'ogni tenera affezione. Finalmente Jenny, fornita d'un'indole disinvolta e risoluta, che la rendea sommamente atta a sostenere tai parti, si prese la sicurtà di rompere il diaccio.
»Sig. Morton, gli diss'ella, miss Editta afflittissima dello stato in cui vi trovate viene ella stessa...»
Nè le fu mestieri d'aggiugnere maggiori cose. Enrico era già a' piedi di miss Bellenden, già le avea presa una mano che si premeva al seno con tenerezza, largheggiandole di ringraziamenti, che la commozione destata nell'animo suo appena facea intelligibili.
Editta rimase immobile per alcuni minuti, siccome la statua d'una divinità rimane immobile innanzi alle turbe d'adoratori che le tributano voti. Tornata finalmente in se stessa, sciolse la propria mano da quelle di Enrico. »Mi perdonerete voi, gli diss'ella, avendo appena forza d'articolar le parole, mi perdonerete voi un atto che non so quasi io medesima perdonarmi? Ma l'amicizia che da lungo tempo ho concepita per voi è troppo forte per non lasciarmi il coraggio di abbandonarvi, allorchè v'abbandonano tutti gli altri. — Perchè dunque siete voi arrestato in tal guisa? Qual cosa può operarsi a vostro favore? Mio zio, che porta sì buona opinione di voi, il signor di Milnwood, non vi potranno essere giovevoli? Qual sarà la via onde salvarvi? Quali argomenti avete voi per temere?»
»Nessuno (sclamò Enrico impadronendosi della bella mano che gli era sfuggita, e che Editta allora non cercò più di ritrarre). Che che possa omai accadermi, questo istante sarà stato il più delizioso della mia vita. Io il riconosco da voi, cara Editta... Ah! avrei dovuto dire miss Bellenden, ma vuolsi concedere alla sciagura un qualche diritto. — Sì, riconosco da voi il solo istante di felicità che abbia abbellita la mia esistenza, e fossi anche costretto a perdere la vita, una tal rimembranza ne conforterà l'estremo periodo.»
»Ma è egli possibile, sig. Morton, che voi, il quale finora non prendeste veruna parte nelle nostre civili dissensioni, d'improvviso vi troviate fra mezzo ad esse, e fra mezzo in guisa che ad espiare il vostro fallo non corriate rischio minore?...»
Qui tacque la giovinetta, poichè ritrose ne furon le labbra ad esprimer la voce che la sua idea le suggeriva.