»Di fatto sarebbe una grande stranezza il pensarlo!» soggiunse Morton, mal frenando la propria agitazione.

»E il peggio poi è che queste anime dannate degli abiti rossi ne vengono a sedurre le nostre innamorate. Qual crepacore ho io provato stamane nel cortile del castello di Tillietudlem, ove, aggiustato qual mi vedete, mi è convenuto starmi contemplando un di que' maledetti dragoni che ci segue, Holliday, il quale abbracciava Jenny Dennison alla mia presenza! Chi crederebbe che una donna fosse capace di tanta sfacciataggine? Ma elle non hanno occhi fuorchè per questi abiti rossi. Talora m'è venuto in pensiere d'arrolarmi soldato per piacere meglio a Jenny. Però questa volta non posso condannarla del tutto; perchè fu per amor mio s'ella concedè qualche libertà a quel dragon dell'inferno.»

»Per amor vostro!» sclamò Enrico, innanzi al quale prese vezzo cotesta istoria, che alla propria istoria di lui, come ognun vede, avea tal qual somiglianza.

»Oh sì! per amor mio. La povera ragazza volea ottenere la permissione d'avvicinarmisi per mettermi fra le mani alcune monete d'argento, tutto quello, cred'io che le rimaneva dei suoi risparmi, perchè so che ne aveva spesa una buona partita nell'adornarsi ricercatamente il dì che venne spettatrice delle nostre prove contro il pappagallo

»E accettaste voi le monete?»

»No, in coscienza; fui sì bestia che gliele rimisi addietro. Non seppi risolvermi a restarle obbligato dopo che avea consentito di farsi abbracciare da un altro. Ebbi torto: mi sarebbe stato utile per mia madre e per me questo denaro, ch'ella consumerà ora in frascherie.»

A questo punto il colloquio de' due prigionieri sofferse una lunga interruzione di tempo, impiegato, non v'ha dubbio, da Cuddy nel rampognar se medesimo per non avere accettato il dono della sua amante; da Morton nel meditare sulle cagioni che poteano avere mossa miss Bellenden a conciliargli per via di preghiere un intercessore in lord Evandale.

»Nè potrebbe anche essere, diceva egli a se stesso, ch'io abbia interpetrato sinistramente il potere ch'ella ha sull'animo del milord? Ho io ragione di censurarla con tanta severità, se per salvarmi fece ricorso a qualche dissimulazione? Anche senza dargli speranze, chi m'assicura ch'ella non abbia eccitata a favore del rivale da lei preferito quella generosità attribuita da molti a lord Evandale?»

Pure gli ultimi detti da essa pronunziati, e de' quali aveva intesa una parte, gli rintronavano tuttavia all'orecchio, e ne ferivano il cuore siccome il morso d'uno scorpione.

Cuddy togliendosi d'improvviso alle sue meditazioni, disse con sommessa voce ad Enrico: »Faremmo poi tanto male col sottrarci, datane occasione, alle branche di questi malandrini?»