»Nessun male, rispose Morton, in fede mia! s'ella capita, non crediate già ch'io la lasci sfuggire.»
»Ho gusto in udendovi parlar così, signor Enrico. Non sono che un povero villano; nonostante la giudico siccome voi, e sostengo che non sarebbe colpa il procurarci da noi medesimi, o per inganno o a forza, la libertà ogni qual volta il potessimo; nè son uomo da dare addietro se si venisse a tal punto; benchè la vecchia padrona di Tillietudlem avrebbe definito ciò un peccato di resistenza all'autorità reale.»
»Niuno più di me, o Cuddy, rispetta la legittima autorità, nè sarà mai che a questa io non mi sottometta. Ma nel caso presente siamo vittime del dispotismo militare, nè vi è legge che ne astringa a lasciarci condurre tranquillamente al patibolo, semprechè o l'inganno o la forza ce ne possan campare.»
»Tutto, tutto quel ch'io stava pensando! No ci manca dunque che l'occasione. Aspettiamola e verrà. Ma in appresso che cosa diverrò io? Eccomi sull'orlo d'essere appiccato per avere dato retta a due vecchie ciarliere. Dovrò avventurarmi un'altra volta a simile rischio? No, vivaddio! Vorrei trovare qualcuno che avesse bisogno d'un servo, e v'assicuro non avrebbe luogo d'essere scontento di me. — Spero dunque, sig. Enrico, che se arriviamo a salvarci, terrete a calcolo un tal mio discorso, e mi riceverete al vostro servigio.»
»Al mio servigio! Se non ti toccasse altra sorte, povero Cuddy, anche libero, saresti a tristo partito!»
»Capisco bene quel che volete dire. Avete paura ch'io non vi faccia onore perchè non sono niente meglio d'un povero contadino. Ma dovete sapere una cosa che non racconto già a tutto il mondo. Non son mica sì bestia quanto lo sembro. So leggere, scrivere così le lettere come i numeri, battermi alla sciabola quanto questi cialtroni che or ci tengono in lor potere, e per trarre a segno non ho paura che di lord Evandale e di voi.»
»Può darsi.»
»Vengo dunque a conchiudere, che se possiam liberarci, conduco mia madre nelle vicinanze di Glascow, presso una vecchia zia di cognome Meg; e la metterò così fuor del pericolo di morir di fame o d'essere bruciata viva come una strega, o appiccata qual Puritana. Poi ci diamo a cercar ventura: facciam fortuna, indi torniamo in patria a vedere le nostre innamorate.
»I divisamenti sono bellissimi, o Cuddy, ma temo che non li vedremmo mai effettuati.»
»Non importa, sig. Enrico; è sempre buono ciò che giova ad inspirarne gaiezza. — Ma che ascolto? — Oh buon Dio! Ecco là mia madre un'altra volta sul trotto del predicare! — Benissimo! e Kettledrumle non istà in ozio. Niente niente che i soldati sieno di cattivo umore, li spediscono all'altro mondo, e noi pure perchè non ci vadano scompagnati.»