L'esercito puritano dormì a campo. In questo mezzo i principali duci ebbero con Burley un parlamento sullo stato de' comuni affari, e le sentinelle poste alla sicurezza di quell'accampamento si tennero deste a furia d'intonar cantici tutta la notte.
CAPITOLO VII.
»Tra 'l sonno ancor fortuna i prodi aggiunge.
»Ve' i corsier pronti! In sull'arcion, miei fidi!»
Enrico IV.
Al primo albeggiare, Enrico si vide a canto il fedele Cuddy, che portava sotto il braccio una valigia.
»Ho dato ordine alle cose vostre aspettando che vi svegliaste, sig. Enrico. Nè ho fatto in ciò che il mio dovere, poichè acconsentiste prendermi al vostro servigio.»
»Io, Cuddy! Ve lo siete sognato.»
»No, mio signore. Quando io me ne stava ieri colle mani legate sul mio cavallo, vi ho detto, se tornavamo liberi, di volere divenir vostro servo. Voi non mi rispondeste nulla. Se questo non è acconsentire, straccio tutti i miei libri. È ben vero che non mi deste caparra, ma questa non me la deste neanco a Milnwood.»