»Uom tal che di valor dà fede intera
»Col sangue sol che d'ogni membro ei manda.»
Finlay.
Pensiamo ora agli abitanti di Tillietudlem. Nella notte successiva alla battaglia, il maggiore pose sul pianerottolo della torre alcune sentinelle instrutte di dar all'arme ad ogni menomo segnale che annunziasse l'avvicinar del nemico; ma un profondo silenzio avendo regnato in tutta la notte, i difensori del forte poterono godere d'un qualche riposo. Al primo schiarire del giorno fu data mano a continuare le fazioni della difesa incominciate il dì innanzi, e alcuni istanti dopo una sentinella diede avviso d'un reale che s'avviava verso il castello. L'andatura lentissima del palafreno, e il modo di tenersi in sella del cavaliere, davano a scorgere com'ei fosse o infermo o ferito. Si corse tosto alla portella per dargli ingresso, e fu gioia universale in ravvisandolo per lord Evandale. Il molto sangue uscito dalle sue ferite gli fu cagione di tale spossatezza, che senza l'altrui soccorso non avrebbe potuto scendere da cavallo, e allorchè reggendosi ad un servo entrò nella sala, le due signore mandarono al vederlo un grido di sorpresa e spavento. Pallido come la morte, coperto di sangue, lacere le vesti, disordinati i capelli, più di spettro che di uomo aveva sembianza.
»Sia lodato Dio! sclamò lady Margherita; sia lodato Dio poichè fuggiste dalle mani di quegli scellerati, ingordi di sangue, di quei mostri che trucidarono tanti fedeli servi di sua maestà!»
»Grazie al cielo! soggiunse Editta, siete qui, siete sicuro! Quanti spaventi abbiamo provati per voi! Ma voi siete ferito, o milord, e temo non troviate qui tutti i soccorsi necessari allo stato in cui vi veggiamo.»
»Le mie ferite non sono pericolose (rispose lord Evandale, che fu tostamente fatto sedere sopra d'un canapè); lo sfinimento di cui parlate è solo effetto di molto sangue perduto. Ma non venni io qui a crescere gl'impacci che vi molestano. Entrando in questo castello non mi proposi altro fine che sapere le notizie vostre e se foste qui tuttavia; vedere ancora se potessi esservi di qualche sollievo, e intendere ad un tempo contezze del mio reggimento, giacchè ne riconobbi in lontananza gli uniformi allorchè portai gli sguardi sul pianerottolo della torre. Permettetemi in tale occasione di comportarmi, come un figlio vostro, lady Margherita, come un vostro fratello, miss Bellenden.»
E adoperò un tuono particolare nel pronunziar le voci vostro fratello, onde miss Editta non credesse che in qualità d'amante il proprio servizio offerisse. Accortasi ella d'un sì dilicato riguardo, gliene fu grata, ma non era quello istante per attaccar gara di nobili sentimenti.
»Noi siamo deliberati a difenderci, o Milord, soggiunse dignitosamente la vecchia matrona. Mio fratello ha assunto il comando della guernigione, e spero colla grazia di Dio che i ribelli qui troveranno un'accoglienza conforme ai lor meriti.»
»Quanto mi sarebbe grato, disse lord Evandale, cooperare anch'io alla difesa che intraprendete! Ma nello stato di debolezza cui mi trovo ridotto, io non vi sarei che di peso. Dico più. La mia presenza potrebbe crescervi intorno i pericoli. Guai se i ribelli s'accorgessero che un de' primi uffiziali del reggimento guardie fosse riparato in questo castello! Si farebbero più inviperiti, più ardenti nel disegno d'impadronirsene!»