»Editta ha ragione, aggiunse la vecchia matrona. Vogliamo sapervi il più presto in letto, o milord. Pique esaminerà lo stato delle vostre ferite, e vi porrà, come dessi, le fasciature. Io poi v'invierò una pozione preparata dalle mie mani.»
»Mille ringraziamenti, milady! mi sottometto a tutte le ordinanze che mi prescrivete, e spero, grazie alle vostre bontà, mi troverò ben presto in essere, e meglio che or nol sono, di difendere il vostro castello. Il mio braccio sarà ognor pronto a prestarvi servigio. Quanto ai servigi della mia mente non ne avete d'uopo; poichè il maggiore si trova con voi.»
Dette le quali cose uscì della sala, e si ritirò nella stanza assegnatagli.
»Eccellente giovane, ed altrettanto modesto!» dicea il maggiore abbandonando egli pure la sala per trasferirsi alle ispezioni de' lavori militari che continuavano.
Lady Margherita così continuò l'elogio incominciato dal maggiore: »È privo di quell'amor proprio che fa credere a una gran parte de' giovani odierni di saperne al di sopra di chi è più esperto di loro!» Uscì ella pure per farsi ad apparecchiare la pozione promessa a milord.
»Ben fatto quanto generoso!» Aggiunse la sua parte di lode anche Jenny Dennison, entrata ivi nell'atto che ne usciva lord Evandale.
Editta non accompagnò tutti i ridetti elogi che con un sospiro, ma benchè rimasta in silenzio, non sentiva al certo men vivamente degli altri quanto fossero meritati.
»In somma, si fece indi a dire Jenny, milady ha ragione nel sostenere che non c'è da fidarsi in nessun Presbiteriano; non ve n'è un di costoro che abbia nè legge nè fede. Chi avrebbe creduto che il sig. Enrico e Cuddy si sarebbero arrolati fra i ribelli?»
»Che cosa intendete dire, o Jenny? Le si volse con tuono d'impazienza la sua padrona. Quali sciocchezze spacciate ora?»
»So che questa corda non vi sona grata all'orecchio, nè per vero dire piace a me maggiormente il toccarla: Pure è ben necessario il farvi istrutta di cosa omai divulgata per tutto il castello.»