»E che cosa avete a dir loro?» chiese il maggiore.

»È forse ad essi ch'io parlo in questo momento?» soggiunse lord Langfern.

»Sì, rispose il maggiore; qual'è la commissione che avete?»

»Eccovi l'intimazione che v'indirigono i comandanti dell'esercito (disse il messo, consegnando uno scritto nelle mani di lord Evandale) ed ecco altra lettera per Miles Bellenden. Glie la invia un giovine che ha l'onore di comandare una fra le divisioni dello stesso esercito. — Leggete alla presta, e possa il cielo far fruttare ne' vostri cuori le parole che siete per leggere! cosa però sulla quale dubito grandemente.»

Era concetta ne' seguenti termini l'intimazione.

»Noi capi dell'esercito presbiteriano, radunato per la causa della libertà e della vera religione, intimiamo a Guglielmo Maxwell lord Evandale, a Miles Bellenden di Charnwood, e a tutti gli altri che ora si stanno in armi entro la rocca di Tillietudlem, il prestarsi immantinente alla dedizione della stessa rocca, concedendo loro il patto d'aver salva la vita, e di poter ritirarsi colle loro armi e bagaglie. Caso che ricusino: gli avvertiamo, come sapremo a ciò costringerli col ferro, e col fuoco: nè vi sarà per essi altra speranza d'ottener quartiere.

S. Iohn Balfour di Burley, quartier mastro generale dell'esercito Presbiteriano per se e per gli altri capi, d'ordine del Consiglio.»

La lettera che Enrico Morton indirigeva al maggior Bellenden era del tenore che segue.

»Mio rispettabile amico

Ho fatto un passo che può portarmi conseguenze sgradevoli, e quella, io pavento soprattutto, d'avventurarmi alla vostra disapprovazione. Mi trovai in carriera, senza averne avuto nè l'idea nè il desiderio nè la previdenza, e costretto da quella oppressione, di cui chiamo in testimonio voi stesso s'io non sono stato la vittima. Non posso però pentirmi di quanto operai, e la mia coscienza è tranquilla sulle conseguenze, quali esse siano, che deriveranno dalla mia presente condotta. M'era egli lecito di vedere più a lungo calpestati i nostri diritti, violata la nostra libertà, fatto oltraggio alle nostre persone, sparso il nostro sangue senza motivo e senza l'appoggio d'alcun giudizio legale? Le colpe de' nostri persecutori trarranno seco il termine della loro tirannide.