»E perchè poi nasconderlo a me o perchè aspettare questo momento per istruirmene? — Ma prima di tutto quai prove mi date di quanto asserite?»

»Eccole!» rispose freddamente Burley. E in questo ponea fra le mani di Morton molte requisizioni di granaglie, bestiami e fieno, inviate qua e là dal maggiore a fine di vettovagliare il castello. E per vero il numero delle cose richieste era sì ragguardevole, che Morton non potè stare dal venire egli stesso nell'opinione di chi credea quel forte provveduto per più d'un mese. Non già che tale fosse nell'interno suo la persuasione di Burley, il quale sapeva ottimamente come la maggior parte di sì fatte requisizioni fosse andata vuota d'effetto, e come i dragoni incaricati di trasportare le richieste derrate vendessero in un villaggio quanto avevano conseguito nell'altro; ma questa seconda parte ben s'astenne Burley dal far nota al giovine Morton.

Ed avvedutosi d'aver fatta nell'animo di questo la breccia ch'egli bramava, soggiunse. »Non mi rimane ora che a giustificarmi teco sopra un sol punto. Tal circostanza non ti è stata nascosta più lungo tempo che a me, perchè oggi unicamente queste carte mi vennero consegnate. Tu vedi pertanto, che puoi andartene tranquillamente sotto le mura di Glascow, darti colà alla grand'opera della redenzione del popolo; e intanto viver sicuro che nulla di sinistro accadrà ai tuoi protetti, essendo il castello sì riccamente provveduto, nè avendo io forze bastanti per cimentarmi ad un assalto. Poi ti son noti gli ordini del consiglio che ristringono ad un blocco soltanto le mie fazioni.»

»Ma, aggiunse Morton che sentiva invincibile ripugnanza ad allontanarsi da Tillietudlem, perchè non conferire a me piuttosto il comando di questo blocco? Perchè non vi trasferite voi stesso innanzi a Glascow? Questa impresa è, non v'ha dubbio, la più importante e la più onorevole di tutte le altre.»

»Ed è per questo che m'adoperai a procacciarne l'incarico al figliuolo di Silas Morton. Io già sono vecchio. Egli è vero che non temo i pericoli, ma neanche sono affamato d'onori e di gloria. La mia carriera è già distinta abbastanza in mezzo a coloro che abbandonano qualsivoglia cosa per seguire le ispirazioni di lassù. La tua adesso incomincia. Tu abbisogni ancora di provarti degno della confidenza che posero in te i comandanti dell'esercito. Tu non partecipasti alle glorie della giornata di Loudon-Hill; tu eri prigioniero. L'assalto dato con buon esito alle trincee del castello fu comandato da me, nè tu vi avesti che una parte secondaria. Se ti rimanessi or neghittoso attorno alle mura di vecchia rocca, intantochè le imprese d'una più vivace milizia ti chiamano altrove, tutto quanto l'esercito divulgherebbe il figlio di Silas Morton degenere dal suo genitore.»

Per quest'ultima considerazione punto nel suo amor proprio il giovine Morton si accordò, senza movere altre obiezioni, nel divisamento di Burley. Non potè nullostante allontanare dal proprio animo un tal quale sentimento di diffidenza, che non era della lealtà in esso ingenita dissimulare.

»Intendiamoci però bene, sig. Burley. Voi non credeste abbassarvi nel divertire la vostra attenzione alle particolari mie inclinazioni; permettetemi farvi noto, che a queste son collegato costantemente quanto ai miei principj politici. Egli è possibile che nel durar di mia assenza vi si presentino occasioni d'operare a seconda del mio cuore, ovver di trafiggerlo: siate ben certo che, qualunque poi sia l'effetto delle imprese che cimentiamo, la vostra condotta in tale occasione vi starà mallevadore o dell'eterna mia gratitudine o dell'implacabile odio mio; e che comunque possiate riguardarmi e giovane ed inesperto, saprò trovare amici a me soccorrevoli nel provarvi o l'uno o l'altro de' due sentimenti.»

»S'intende che questa sia una minaccia? soggiunse con altera calma Burley. Avreste potuto risparmiarmela. È noto che le minacce non m'hanno mai fatto paura. Ma di questo non voglio offendermi. Andate a compiere la spedizione che vi è fidata. Qualunque intanto sia in questo luogo l'ordine degli eventi, avrò ai vostri desideri tutto quel riguardo che potrà conciliarsi colla obbedienza da me dovuta ad un padrone, sopra cui non sono altri padroni.»

Morton costretto a contentarsi di una tale risposta ambigua anzi che no, confortava se medesimo con questo dilemma. »O ne tocca la peggio, così egli ragionava, e il castello riceverà soccorsi prima d'essere obbligato di rendersi a discrezione; o rimaniam vincitori, e vedo nella fazione de' moderati assai preponderanza per tenermi certo che il mio voto avrà valore sopra quello di Burley nelle successive risoluzioni.»

Alla domane l'esercito avviossi a Glascow. Non è nostra mente il diffonderci su tutte le particolarità di una tale guerra, delle quali chi fosse curioso può trovarle descritte nella storia di questa età sciagurata. Ne basterà l'accennare che lord Ross e Claverhouse, appena seppero come una forza superiore al loro numero di combattenti stava per assalirli, si trincerarono nel centro della città, pronti ad aspettare colà i sollevati, e tutt'altro che risoluti ad abbandonare la capitale della Scozia occidentale.