I Presbiteriani si divisero in due corpi per attaccare battaglia; ma il valor cieco de' medesimi non valse a reggerli contro i vantaggi della disciplina e dell'eccellente situazione che scelta fu dal nemico. Ross e Claverhouse aveano posti soldati in tutte quelle case che dominavano le strade, d'onde i Puritani sarebbero passati necessariamente per giugnere alla parte più interna della città; e queste strade parimente furono sbarrate col ministerio di carri e di catenoni di ferro; laonde, a proporzione dell'innoltrarsi loro, i Presbiteriani vedeano schiarite le proprie file sotto i colpi di destre invisibili, contra le quali non avevano alcun genere di difesa. Ben inauditi sforzi vennero operati e da Morton e dagli altri duci onde costrignere le proprie schiere a non arretrarsi per tali ostacoli; ma il terrore impadronitosi di queste la vinse, e si diedero a fuga senza, quasi può dirsi, aver combattuto.
Morton che fu uno fra gli ultimi a lasciar la battaglia ebbe il merito di serbar l'ordine in quella ritirata, e parimente di raggranellare quanti potè fuggitivi che rattennero almeno gli squadroni nemici, mossi già ad inseguire quell'esercito sbaragliato. Pur ebbe il cordoglio di udir le voci di alcuni di coloro, stati i primi a fuggire, che accagionavano di tal disfatta il mal accorgimento d'averli assoggettati ad un imberbe comandante, non rischiarato dalle ispirazioni celesti e imbevuto d'idee soltanto mondane; e di più sostenevano che se li avesse condotti un Burley, come all'assalto delle trincee di Tillietudlem, il lor trionfo sarebbe stato sicuro.
Tutto il sangue ribollì per le vene al giovine di Milnwood in udendo sì ingiuste rampogne, che però valsero a fargli meglio comprendere, come, dopo essersi tanto innoltrato in quella rischievole impresa, non gli rimaneva altro partito se non se vincer, oppur morire. »Non posso tornar addietro, ei pensò. Non vi sia almeno nessuno, e nè anco Editta, e nè anco il maggiore Bellenden, il quale non sia costretto a confessare che il coraggio di Morton, lo qualifichino pur ribelle a lor grado, il coraggio d'Enrico Morton non cede a quello di Silas suo padre.»
Sì poca era in quell'esercito la disciplina, tanto lo scompiglio dopo la ritirata, che i capi credettero prudente consiglio l'allontanarsi alcune miglia da Glascow, onde avere il tempo di riordinare, fin quanto in quel soqquadro potea sperarsi, le loro file. Tale sconfitta nondimeno non impediva che numerosi rinforzi arrivassero ad ogn'istante; poichè per la notizia del buon successo di Loudon-Hill essendosi infervorati tutti gli spiriti, il recente disastro non aveva ancora avuto il tempo di divulgarsi fra le nuove reclute. Tutti coloro che professavano principj moderati si congiunsero al corpo di battaglia comandato da Morton; ma questi ben s'accorgea con dolore come ogni giorno sminuisse nell'opinione di tutti quegli altri che aveano abbracciato l'entusiasmo fanatico de' Puritani. Presso costoro le massime di tolleranza radicate in Morton venivano nomate indifferenza per la causa del Signore e le cautele che a salvezza dell'esercito gli suggeria la prudenza, empia fidanza negli espedienti mondani. Laonde concludeano col chiarire migliori di esso que' capitani che metteano cieco zelo in luogo di saper militare, e che esentavano i propri soldati dai doveri della disciplina e della subordinazione appagandosi se pompeggiavano di fanatiche massime e d'un selvaggio entusiasmo.
Nondimeno il pesante incarico del comando rimaneva a Morton; perchè i suoi colleghi accorgendosi come l'ufizio di restituir l'ordine e la disciplina ad un esercito non sia quello che renda maggiormente accetto ai soldati il lor capo, di tutto buon grado gliel rinunziavano. Ognuno quindi immagina con quali ostacoli dovè lottare; pur di lui furono sì vigorosi gli sforzi, che nel termine di tre giorni pervenne a rimettere le sue truppe in tale ordine da potersi credere senza presunzione in istato di tentar con esse una seconda prova sopra Glascow. Ardeva egli della brama di cimentarsi petto a petto con Claverhouse, la cui persecuzione egli incolpava d'averlo costretto a gettarsi, senza averne mai concetto il disegno, in mezzo alle schiere di gente, se non diversa in tutto da lui per principj professati, certamente diversissima per massime di condotta. Ma tal sua brama, rimase vuota d'effetto, perchè l'esercito de' sollevati entrò in Glascow senza incontrar resistenza. Lord Ross e Claverhouse aveano già sgomberata questa città, e senza trarre un archibuso se ne impadronirono i Puritani.
La quale ritratta fu un segnale che addusse numerosissimo stuolo di novelli combattenti nelle file de' sollevati. Divenne allor necessario il creare ufiziali, l'instituire nuovi reggimenti, l'avvezzarli alla militare disciplina, bisogna che per intero a Morton venne fidata, e ch'egli maestrevolmente spacciò; al qual fine gli giovarono e le cognizioni dell'arte militare a buon'ora apprese dal padre suo, e la necessità in cui si vedea d'assumere solo questo incarico rilevantissimo, a cui gli altri capi non aveano nè vocazione nè abilità.
Dee, non v'ha dubbio, far maraviglia; come lord Ross e Claverhouse, dopo ch'era andato a buon termine il loro divisamento di difendere Glascow, se ne fossero indi stôlti sì fuor di proposito. Ma tal condotta non fu già mossa da una loro deliberazione, bensì dagli ordini che ricevettero. Fin quando il Consiglio privato venne a sapere che si facea spaventosa l'indole dell'ammutinamento de' Puritani, divisò raccogliere entro Edimburgo quanta forza militare trovavasi nella Scozia per assicurare intanto la città capitale di tutto il paese; in conseguenza di tale risoluzione dovettero colà trasferirsi il reggimento guardie e l'altro che lord Ross comandava.
In questo mezzo, la notizia della ribellione già accesa pervenne alla corte di Carlo II, ove ognuno maravigliò, come il governo istituito nella Scozia non avesse saputo sedarla fin nel suo nascere; s'incominciò quindi a mettere in dubbio la capacità de' governanti, ed a credere che il sistema di severità fin allora adoperato fosse anzi contrario all'uopo di ricondurre gli spiriti inacerbiti. Fu pertanto risoluto di nominare al comando generale dell'esercito di Scozia il duca di Monmouth, che per nozze contratte nella parte australe di questa contrada vi aveva acquistata molta preponderanza. La scienza militare, di cui questo personaggio avea date segnalatissime prove nel continente venne giudicata opportuna a sottomettere i ribelli recalcitranti mentre la dolcezza e la bontà di sua indole riputavasi quanto mai confacevole a calmare gli animi ed ispirar loro sensi più favorevoli verso il governo. Così il ridetto duca dopo avere ricevuta una patente che gli conferiva pieno potere di ordinare le cose scozzesi, si partì con numerose forze da Londra per assumere il comando generale di tutta la Scozia.