»Mura che racchiudete quella per cui m'affanno,
»Ch'io più non vi riveggia vuole il destin tiranno?»
Autore anonimo.
Per più giorni le fazioni ostili furono sospese da entrambe le parti. I sollevati pensavano a rafforzare ed instruire il loro esercito prima d'accignersi ad imprese più rilevanti; intantochè il Consiglio privato aspettando l'arrivo del nuovo comandante, si limitava a quelle sole provvisioni che vedea necessarie ad impedire i Puritani dal muovere verso la capitale. Con tal fine avea posto un campo ad Hamilton, sito centrale, convenientissimo a riunirvi rinforzi, e diviso dal Clyde, fiume rapido e profondo, e che non presentava altro passaggio se non se per un ponte lunghissimo ed altrettanto angusto in vicinanza del castello e del villaggio di Bothwell.
Mentre Morton dava opera ai doveri che gli spettavano, avea più volte ricevute lettere di Burley; il quale, in termini generici e astenendosi dalle particolarità, gli annunziava che il castello di Tillietudlem continuava a sostenersi. Ora non potendo egli sopportare più lungo tempo una penosa incertezza sopra argomento così per lui rilevante, deliberò partecipare ai colleghi il proprio desiderio di trasferirsi un paio di giorni a Milnwood onde regolare colà alcuni affari domestici; o per meglio dire prese il partito di notificar loro la propria volontà a tal proposito, perchè non vedea quale ostacolo gl'impedisse di farsi lecito quello che ognuno si facea lecito in quell'esercito privo affatto di disciplina.
L'idea venuta a Morton spiacque generalmente. Non v'era chi non sentisse quanto fossero vantaggiosi i servigi da lui prestati, e i danni da temersi per la sua lontananza anche di soli due giorni; oltrechè ognuno sapea in propria coscienza di non essere atto a ben farne le veci. Cionullameno i colleghi di Morton non poterono imporgli più severe leggi di quelle alle quali si assoggettavano eglino stessi; onde si pose in cammino senza avere incontrato per parte d'essi un'aperta opposizione.
Il reverendo Poundtext profittò della stessa occasione per andare a visitare il suo presbiterio di Milnwood regalando Morton di sua compagnia nella durata di quel cammino. Seguiva entrambi Cuddy che non volle disgiugnersi dal suo padrone. Tutto quanto il paese che trascorrevano erasi già chiarito pe' sollevati, tranne pochi signori di castello, che vi si tenevano chiusi dentro colla massima accuratezza. Laonde niuna trista ventura incontrarono in questo viaggio.
Era pressochè notte allor quando arrivarono a Milnwood. Poundtext si congedò dagli altri due compagni, sollecito di rivedere la sua parrocchia, non distante più d'un mezzo miglio dal castello di sir David.
Enrico picchiò alla porta dello zio, ma non più colla timidezza d'un giovane impacciato dalla soggezione, e invilito dal sentimento penoso della schiavitù! Ogn'eco della casa ripetè i colpi raddoppiati da lui col martello, e tosto accorrendo Alison, che non senza grande cautela aperse la porta, s'arretrò abbrividita in veggendo le vesti militari d'Enrico e il pennacchio che al di sopra del cappello gli sventolava.
»Alison, ov'è mio zio?» tosto le chiese Morton sorridendo sullo spavento che l'avea invasa.