»La cosa pur troppo è certissima. La scorsa notte gli ha fatto una.... come si dice? una.... sortita, credo, co' suoi dragoni in cerca di viveri per il castello. Ma i dragoni furon respinti, egli è rimasto prigioniere. Burley anzi ha fatto inalzare una forca alta come quella che servì per la stessa faccenda ad Amanno, ed ha notificato che se il castello non s'arrende domani a... distrazione...»

»A discrezione» corresse Cuddy.

»A discrezione, se così vi piace. Veniamo alla sostanza. Che se non si arrende, lord Evandale sarà appiccato. — Ma andiamo, entrate in casa, sig. Enrico. Questa poi non è cosa che debba impedirvi di desinare.»

»I cavalli! Cuddy, i cavalli! Non v'è un istante da perdere!»

E resistendo a qualunque nuova istanza di Alison, Morton e Cuddy si posero tosto in cammino.

Nè altro indugio prese Enrico che di fermarsi all'abitazione di Poundtext per indurlo a trasferirsi al campo in sua compagnia.

Il venerabile ministro era per un istante ritornato alle sue pacifiche consuetudini. Laonde al giugnere di Morton se ne stava con la sua pipa alla bocca, e un boccale di birra dinanzi a sè, appoggiato sopra una tavola, e scartabellando un antico trattato di teologia. In tale stato veramente non gli talentava gran che l'interrompere quant'egli chiamava i propri studii per mettersi in viaggio all'avvicinar della notte, tanto più ch'era già stanco della prima corsa che aveva fatta. Ma inteso ch'ebbe lo scopo della ventura di Morton, abbandonò, comunque gemendo, il formato divisamento di passare in propria casa una sera tranquilla, e fu pienamente dell'avviso di Morton, il quale, contrario, com'è da credersi, alle mire particolari di Burley che avrebbe voluto colla morte di lord Evandale far impossibile qualunque riconciliazione tra i Presbiteriani e il governo, dimostrò anzi a Poundtext, come ai veri interessi della parte de' moderati fosse diametralmente opposto un così truce espediente. Aggiungasi anche, per rendere allo stesso Poundtext una giustizia dovutagli, che questo ministro non parteggiò mai per le provvisioni troppo oltre spinte, nè per alcun atto di violenza che non sembrasse almeno autorizzato dalla necessità. Quindi ed accolse con sentimento di compiacenza ogni ragionamento inteso a provare piuttosto la possibilità che lord Evandale divenisse mediatore d'una pace fondata sopra condizioni le più ragionevoli, e terminò col collegarsi a tutti i divisamenti di Morton.

Erano undici ore di notte allorchè giunsero ad un villaggio situato in vicinanza di Tillietudlem, e dove Burley avea posto il suo quartier generale. All'atto d'entrarvi una sentinella li fermò; ma appena si furono nominati, e fatti riconoscere da un ufiziale, vennero condotti all'abitazione ove Burley dimorava. In quel cammino passarono dinanzi ad una casa, la cui porta era guardata da numeroso drappello di soldati, e in vicinanza della quale videro piantata una forca sì alta che que' del castello potevano scorgerla. La qual vista acquistò nuova fede al racconto fatto da mistress Wilson e li trasse a credere che in quella casa fosse custodito lord Evandale.

Burley stava seduto colle armi poste sopra una tavola a canto di lui per essere pronto ad impugnarle a qualunque segnal di pericolo. Appena vide entrare i suoi due colleghi, si alzò precipitosamente e in aria d'uomo sorpreso.

»Chi vi conduce in questo luogo? sclamò egli. Portate forse infauste notizie dell'esercito?»