»No, rispose Morton, ma sappiamo che qui accadono tali cose da avventurarne la sicurezza. — Lord Evandale è prigioniero?»

»Il cielo lo pose nelle nostre mani.»

»E voi divisate forse far uso dei presenti del cielo per infamare la nostra causa agli occhi dell'intera nazione? E ne sarebbe la via il mettere a morte un prigioniero.»

»Se il castello di Tillietudlem domani all'alba del giorno non si sarà dato a discrezione, rispose Burley, possa morire io medesimo, se Evandale non perisce sotto quel supplizio che il suo capo, l'infame Claverhouse ha fatto sopportare a parecchi de' nostri martiri!»

»Noi brandimmo l'armi, soggiunse Morton, per mettere un termine a simili crudeltà, non per imitarle, e molto meno per vendicare i falli del colpevole sull'innocente. Qual legge può giustificare l'atrocità che avete ideata?»

»Qual legge? se la ignori, fa che te l'additi il tuo collega Poundtext. Quella legge che commise gli abitanti di Gerico alla sciabola di Giosuè.»

»Il Vangelo ne impone leggi migliori; rispose il ministro; leggi che comandano il rendere ben per male, il pregar Dio sino pe' nostri persecutori.»

»Vale a dire, soggiunse Burley guardandolo in cagnesco, che le tue ciance or s'accordano colla foga di questo giovane per contraddirmi.»

»Noi abbiam tutti, riprese a dire Poundtext, un'autorità eguale alla tua su questo esercito, nè soffriremo quindi che tu faccia cadere un capello dalla testa del prigioniero. Chi sa se Dio non voglia farne uno strumento per sanare le piaghe che affliggono il popolo d'Israello?»

»Pensai bene che si verrebbe a tali propositi, sclamò Burley, quando vidi chiamati al consiglio uomini pari tuoi.»