»Di fatto, disse Jenny con fermezza, non sarebbe stata la prima volta che mi fossi adoperata a vantaggio d'un prigioniero infelice.»

»Lo so, Jenny, nè perdonerei a me medesimo se ciò potessi dimenticare. — Ma ecco Cuddy che arriva provveduto di reficiamenti. Ristoratevi prendendo alcun poco di cibo; e quanto alla vostra commissione verso lord Evandale, me ne incarico io.»

»Dovete sapere, sig. Enrico, disse in arrivando Cuddy, che questa mal'erba, questa Jenny Dennison, si studiava a far suo Tom Rand, posto di fazione alla porta di lord Evandale, per ottenerne di vedere questo prigioniero e parlargli; ma non si era accorta ch'io le stava alle calcagna.»

»E voi mi faceste una famosa paura allorchè m'arrestaste» soggiunse Jenny che presentò il suo antico amante d'un buffetto sopra un orecchio. »Avete ragione che ci conosciamo da lungo tempo, cattiva semenza!...»

Lasceremo ora che Jenny prenda qualche ristoro, di cui per vero dire abbisognava, e lasceremo parimente che rannodi la pace col suo antico amante, per farci a seguire Enrico, che avvolto in un mantello, sotto del quale tenea nascoste la sciabola e due pistole, s'avviò al luogo assegnato per carcere a lord Evandale.

»V'è qualche novità?» chiese Morton, alle sentinelle.

»Nessuna novità straordinaria, rispose una di queste; se non fosse quella della giovane arrestata da Cuddy, ovvero di due messaggeri inviati da Burley in cerca di Kettledrumle e di Macbriar, i quali stanno ora battendo la campagna per far reclute.»

»Sarà, non ne dubito (disse Morton ostentando la massima indifferenza) per sollecitarli a condursi al suo campo.»

»Egli è quanto a me pure si è fatto credere» aggiunse la sentinella che avea discorso coi ridetti messi.

»Va ottimamente! pensò Morton fra se medesimo. Colui vuole assicurarsi una maggiorità nel consiglio per far approvare tutti gli atti di scelleratezza e di crudeltà che gli tornerà a grado commettere. Si vada. Conviene affrettare tutte le cose, o l'occasione è perduta.»