»Colla morte?» sclamò Enrico.

»Non v'ha dubbio. Non vedo altra speranza. Il vostro collega Burley me ne ha già fatto avvertire; e poichè a quest'ora ha lordate le mani nel sangue di molti fra i miei soldati, i quali poteano sperare una salvaguardia nella propria oscurità, io, privo anche di questo diritto alla sua clemenza, non debbo presumere che egli pensi a salvare i miei giorni.»

»Ma il maggiore Bellenden può ben rendere il castello a fine di salvarvi la vita.»

»Egli non farà nulla di ciò sintantochè a difesa della piazza gli rimanga un sol uomo, e sintantochè a questo uomo potrà dare il sol nudrimento che basti a non lasciarlo morire di fame. Conosco a tal proposito la sua fermezza, fermezza degna di un vero soldato, e sarei scontento se per mio riguardo cambiasse stile.»

Morton si affrettò allora a partecipargli le notizie sapute poc'anzi da Jenny; notizie che appena lord Evandale potea credere.

»Ben io sapeva, diss'egli, che le vettovaglie toccavano il loro termine; ma che l'idea di negoziare una ritirata, di consegnare il castello e gli abitanti del castello al nemico, potesse capir soltanto nella mente de' miei soldati, questo è ciò che non avrei potuto creder giammai. — Ma che mi resta a fare? Come posso io andar contro a tale sventura?»

»Ascoltatemi, o milord. Io penso che v'assumerete senza ripugnanza l'incarico di farvi apportatore del ramo d'ulivo fra il nostro augusto padrone, sua maestà Carlo II, e questa porzione di suoi sudditi, che ha posti in armi la necessità, non la voglia di ribellarsi.»

»Voi rendete giustizia ai sentimenti dai quali sono compreso. Ma a che mira il vostro discorso?»

»Permettetemi continuarlo, o milord. Io ordino sull'istante che siate messo in libertà e ricondotto al castello a patto della contemporanea cessione del castello medesimo. Aderendo a tale partito voi non cedete che alla sola necessità. Come potreste più a lungo difendere un forte, sfornito di viveri, e comandando un presidio che ha scosso il freno della subordinazione? V'avrete un salvocondotto per voi e per tutti coloro che vorranno seguirvi o ad Edimburgo o a quel luogo ove si troverà presentemente il duca di Monmouth. Chi ricuserà accompagnarvi non dovrà incolpare che se medesimo della sorte cui s'avventura. Una sola cosa io chiedo da voi. La vostra promessa di presentare al duca quest'umile scritto, ove si contengono le giuste nostre rimostranze, e se le inchieste fatte con esso vengono secondate, fo mallevadore il mio capo, che quasi tutti i sollevati metteran basso le armi.»

»Sig. Morton (rispose lord Evandale dopo avere letto con attenzione lo scritto che l'altro gli porse) non vedo, ve lo confesso, quali valevoli obbiezioni si potessero movere contro tali domande. Di più: le penso conformi ai sentimenti particolari del duca di Monmouth; ma debbo ciò nonostante parlarvi con franchezza, e dirvi, come io non creda assolutamente che le stesse domande verranno esaudite, se a mano armata voi le porgete.»