In questo mezzo il duca sembrava combattuto per una parte da' sentimenti d'una bontà ingenita in esso, e ad un interno convincimento sulla ragionevolezza delle inchieste che gli venian presentate, per l'altra dalla brama di serbare intatta la regia autorità, e di non offendere troppo di fronte le severe opinioni degli uomini assegnatigli per consiglieri, se non piuttosto per esploratori della sua condotta.

»Sig. Morton (disse traendosi di saccoccia lo scritto consegnatogli da lord Evandale) trovo qui alcune domande, sul merito delle quali debbo ora astenermi dal manifestare la mia opinione; havvene altre che mi sembrano ragionevoli e giuste; e benchè io non abbia ricevute istruzioni formali da sua maestà, vi do parola d'onore d'intercederne la clemenza a favore d'una parte di suoi sudditi traviati, e fin dove io abbia modo a farmi ascoltare, d'adoperarmi ancora onde sia migliorata la lor condizione. Ma voi stesso comprenderete che posso bensì cedere alle preghiere di sudditi imploranti; non negoziar con ribelli. La prima cosa necessaria pertanto si è, che i vostri partigiani mettan giù l'armi e sciolgano tantosto le loro assemblee.»

»Il contenerci in tal guisa, o milord, rispose Morton arditamente, sarebbe un riconoscerci ribelli; come appunto ne accusano i nostri nemici. Noi sguainammo le spade, non contra il nostro sovrano che rispettiamo, ma per ricuperare que' diritti legittimi che la violenza ne ha tolti. L'altezza vostra si è degnata ravvisare che alcune fra le nostre domande son giuste. Ma queste avrebbero mai potuto farsi tampoco udire, se non le accompagnava lo squillar della tromba? Non possiamo pertanto, anche a malgrado della bontà che vostra altezza ne dà a divedere, metter giù l'armi, a meno d'avere qualche certezza di vederci restituite la libertà civile e la libertà religiosa, come è in noi il diritto di chiederlo.»

»Sig. Morton, voi siete giovane; però dovreste avere acquistata esperienza di mondo quanta è bastante a comprendere che certe domande, comunque innocenti di lor natura, divengono criminose pel modo onde son presentate.»

»Possiamo rispondere, o milord, che il modo al quale ultimamente abbiamo ricorso è venuto dopo avere tentati invano tutti gli altri possibili modi.»

»Mi è forza abbreviare questo parlamento, sig. Morton. Noi siamo in atto di incominciare l'assalto. Nondimeno ordinerò per due ore sospesa ogni fazione ostile, onde abbiate il tempo di partecipare ai sollevati la mia risposta. Se consentono a sciogliersi a metter basso le armi, a spedirmi deputati che m'assicurino della lor sommessione, riguarderò come un obbligo del mio onore l'intercedere per essi una generale amnistia, e la riparazione dei torti ch'essi lamentano. Ma rifiutando questa sola via ad essi dischiusa, accagionino soltanto se stessi delle conseguenze che ne verranno. — Credo, o signori (volgendosi a' suoi due ufiziali) che, volendo stare alle istruzioni avute, io non poteva far di più.»

»No pel mio onore! sclamò Dalzell, nè avrei giammai spinta l'indulgenza tant'oltre, trovandomi mallevadore delle mie azioni verso il re e verso la mia coscienza. Ma vostra altezza dee senza dubbio conoscere le intenzioni di sua maestà assai meglio di noi, ne' quali è il dovere di seguire letteralmente i comandi che ricevemmo.»

Si fe' rosso Monmouth. »Voi udite, soggiunse a Morton, che il generale Dalzell già mi biasima per aver mostrata troppa condiscendenza a favore dei vostri amici.»

»Milord, i sentimenti del generale Dalzell, e quelli che vi degnate voi esternarci sono quali gli aspettavamo da ciascheduno di voi; ma non posso starmi d'aggiugnere, che se l'esercito presbiteriano abbracciasse il partito dell'assoluta sommissione, ultimo e conclusivo partito che ne presentate, avremmo a temere persino inutile la vostra intercessione, finchè stanno... attorno del trono tai consiglieri (e nel pronunziar questa frase guardò in maniera significante Dalzell e Claverhouse). — In somma, io parteciperò ai capi dell'esercito qual risposta ebbero da vostra altezza le nostre inchieste, e poichè non possiamo ottenere la pace, ne sarà ben forza ricorrere alla fortuna delle armi.»

»Addio signore. Ricordatevi che differisco di due ore l'assalto; di due ore! Se in tale intervallo avete una risposta da portarmi, starò qui per riceverla; e con tutto l'animo la desidero di tal natura che possa risparmiare ogni spargimento di sangue.»