»Ebben si parta! Addio, mia patria, addio.»

Lord Byron.

Il consiglio privato di Scozia che dopo l'unione di questo regno all'Inghilterra collegava al potere esecutivo l'autorità giudiziaria, stava assemblato nella grande sala gotica, vicina a quella ove altre volte in Edimburgo il parlamento teneva le sue adunate. Entratovi il generale Claverhouse prese luogo frammezzo ai giudici, poi Morton e Cuddy furono fatti sedere alla panca degli accusati, vicino a Macbriar condottovi prima. Costui avea le catene ai piedi e alle mani, ed era legato in tal modo da non poter fare un sol gesto.

»Generale, voi ci avete imbandito un piatto di salvaggina variata in modo singolarissimo (disse a Claverhouse, volgendo in giro l'occhio su i tre prigionieri, un dei giudici seduto a destra del presidente). Un corvo, che fra poco udremo gracchiare, uno stornello che a quanto sembra non sa ove dare la testa, e uno... come dovrò chiamare il terzo?»

»Senza cercare metafore, o milord, rispose Claverhouse, chiamatelo un onest'uomo che mi sta particolarmente a cuore.»

»Non potrò almeno chiamarlo un wigh?[2]» soggiunse il primo interlocutore, mandando una lingua sì grossa, che pareva potesse appena capir entro la cavità della bocca e cercando comporre alla malignità una fisonomia grossolana ed atta solamente a dipingere la stupidezza.

»Sì, milord, rispose con quella sua imperturbabile calma Claverhouse. Egli è un wigh, come lo era la signoria vostra nel 1641.»

»Ne avete avuto pe' vostri denari, o milord» disse sorridendo al primo un altro di que' consiglieri.

»Sì, sì, rispose costui e contorse la faccia credendo sorridere. Dopo l'affare di Loudon-Hill non se gli può più parlare.»

»Segretario (entrò allora in mezzo il duca di Lauderdale che presedeva al consiglio) leggete l'atto di malleveria prestata dal generale Graham di Claverhouse e da lord Evandale. Apparve da sì fatta lettura come gli anzidetti personaggi guarantivano a rischio d'una somma di dodici mila marchi d'argento per cadauno, che Enrico Morton sarebbe uscito del regno, nè vi porrebbe più piede a meno che sua maestà si degnasse di richiamarlo; e tal bando era espresso in termini che l'infrangerlo avrebbe fruttato pena capitale a chi l'infrangea.