I soli che resistessero al nuovo ordine di cose introdotto erano i montanari del nort della Scozia, i quali ricusavano ostinatamente sottomettersi all'autorità di Guglielmo, e brandian l'armi per la causa dell'esule Giacomo II, avendo per loro duce il visconte di Dundee, che i nostri leggitori hanno fin qui conosciuto sotto il nome di Graham di Claverhouse, e che dopo una vittoria riportata sotto le mura di Dundee ottenne questo titolo d'onore dalla gratitudine di Giacomo II.
Dal poco sol che abbiam detto s'accorgeranno i leggitori che un grande cambiamento esser dovea accaduto nelle cose interne della Scozia. I wigh, nemici nati della dinastia degli Stuardi s'erano tostamente manifestati propensi al nuovo re Guglielmo, ed avendone ottenuto la restaurazione del presbiterianismo, con altrettanto zelo parteggiarono per la causa de' Reali, quanto furore posero nel combatterla finchè la causa della monarchia era pur quella di Carlo II o del successore di lui. Quegli in vece che aveano guerreggiato per questi due principi venivano a propria volta qualificati siccome ribelli, e costretti ripararsi alle foreste e alle montagne nella stessa guisa onde poco prima vi cercarono asilo i loro avversarj. Gli uni aveano acquistato il nome di traditori; gli altri riceveano da questi il titolo di persecutori.
Trovavasi pure in Iscozia una terza fazione formata dai Puritani fanatici, che non sapean andar d'accordo con nessuna delle altre due. Un governo repubblicano e teocratico era il fantasma cui sempre viveano affezionati; laonde muniti sempre di testi scritturali, riprovavano qual delitto la savia tolleranza del re Guglielmo, che permetteva ne' propri stati la libera pratica di tutte le religioni. Ma questa fazione perdea vigore ogni giorno perchè il governo contentavasi di vigilare gli andamenti, ma colle armi sol dello sprezzo la combattea.
Tal si era lo stato degli affari della Scozia sei mesi dopo l'avvenimento di Guglielmo al trono della Gran-Brettagna.
E fu sotto il regno di questo monarca, che in bella estiva sera, uno straniero, che aveva aspetto di militare distinto per grado fermò il superbo suo corridore alle falde di fertilissima collina, d'onde scorgeansi le rovine tuttavia maestose del castello di Bothwell, e le acque del Clyde che serpeggiano attraversando quelle montagne, e i boschetti che ad ogn'istante ne interrompono il corso, e il ponte di Bothwell, in cui si termina la pianura da quel castello denominata; pianura che pochi anni prima era stata sanguinoso teatro di desolazione e di stragi, e che respirava di nuovo la pace e la tranquillità. Il lieve sussurro del venticel della sera faceasi appena udire fra le piante e le macchie che verdeggiavano lungo le rive del Clyde, e le acque della riviera pareva attenuassero il lor mormorio per discordar meno dal grato silenzio che regnava su quelle sponde felici.
Il nostro viaggiatore tenne una via ombreggiata da pomi carichi di frutta d'onde perveniasi ad una casa situata sul declivio d'una vicina montagna. Appartenea questa ad un fondo rustico, ed aveva l'apparenza d'essere ad un tempo il soggiorno di qualche proprietario mediocremente agiato.
All'ingresso d'un viale che guidava alla fabbrica principale, scorgeasi una casetta assai decente, e che avrebbe potuto giudicarsi l'abitazione del custode, se l'edifizio che venia dopo si fosse meglio rassomigliato ad un castello. Ciò nullameno non prestava esso quell'aspetto di trascuratezza, o di scadimento che sogliono contraddistinguere le abitazioni de' contadini scozzesi. Osservavasi a sinistra della medesima un piccolo giardino ben fornito di legumi e di alberi da frutto. Una giovenca e una capra pasceano il vicino verziere. Quivi parimente era un recinto chiuso da viva siepe, ove alcune chiocce governavano la lor famigliuola; un mucchio di rami secchi, e un monticello assai rilevato di torba davano a divedere, che gli abitanti s'erano muniti contra i rigori del prossimo verno. Finalmente i vortici di fumo che uscendo fuor della canna del cammino s'aggiravano attorno alle cime de' vicini alberi, indicavano che la famiglia quivi stanziata stava pensando agli apparecchi della cena. Per dar l'ultima mano a questa pittura della campestre beatitudine, una fanciullina di circa quattro anni empieva una brocca all'acqua limpida d'una fontana non oltre a venti passi distante di lì.
A questa meta fermatosi il cavaliere chiese alla picciola ninfa la strada d'onde si va a Fairy-Grove. Allora la fanciullina mise a terra la brocca, e colle sue tenere dita, disgiunse i bei capelli biondi che le cadean sulla fronte; indi fissando sopra lui due occhi maravigliati gli chiese: »Che cosa mi dite o Signore?» Solita interrogazione che i contadini della Scozia rimandano a chi gli interroga sopra qual si sia cosa.
»Desidero sapere la strada di Fairy-Grove.»
»Mamma, mamma! sclamò la fanciulla correndo alla porta della casetta. Venite a parlar voi con questo signore.»