Benchè la nostra Alison fosse impazientissima d'udire quai risposte avrebbe date Enrico alle molte e variate interrogazioni ch'ella gli mosse, non volle permettere che ei rimanesse più a lungo nella piccola cucina, e lo fece salire nel suo appartamento, ch'era il medesimo ove solea stanziare questa donna anche allorquando non era se non se la governante di sir David.
»È men soggetto al vento di tramontana che non quello posto a pian terreno, disse ella, e vi si gode calore con men bisogno di fuoco. Rispetto poi troppo la memoria del mio defunto padrone per volere alloggiare nel suo appartamento che adesso è vostro, sig. Enrico. Non parlo della grande sala apparata d'intarsi di quercia. Già sapete che quella non è mai stata adoperata fuorchè nelle solennità, nè l'ho aperta che qualche volta per darle aria, e lavarne il pavimento e spazzarne la polve.»
Si assisero pertanto nella stanza della ex-governante in mezzo ad una raccolta di legumi conservati e di frutta secche e giulebbate d'ogni genere, cose ch'ella continuava a preparare per antica consuetudine, e che finivano poi andando a male perchè non v'era chi le toccasse giammai.
Morton adattando il suo racconto all'intelligenza dell'ascoltatrice lo restrinse quanto gli fu possibile. Le narrò adunque come la nave ov'erasi imbarcato essendo stata assalita da una burrasca era perita con chi v'era dentro, tranne due marinai ed egli stesso, salvatisi in un palischermo e approdati felicemente al porto di Flessinga. Colà ebbe la buona sorte di scontrarsi in un antico ufiziale che avea militato insieme al padre di lui. Seguendone i consigli non si trasferì altrimenti all'Aia, e delle varie commendatizie che avea portate con sè, non inviò ad essere ricapitata se non se quella datagli da Claverhouse e indritta allo Statolder.
»Il nostro principe, dicea quel vecchio ufiziale, dee per motivi politici mantenersi in buon accordo col suo suocero e vostro re, Carlo II[4]. Commetterebbe quindi una imprudenza se si esternasse favorevole ad uno Scozzese appartenente alla fazione dei malcontenti. Aspettatene adunque gli ordini, senza far mostra di volerlo costringere a pensare a voi. Usate prudenza, vivete ritirato, cambiate nome, schivate la società degli esuli scozzesi, e, credetelo a me, non vi pentirete di esservi comportato in tal guisa.»
Il vecchio amico di Silas Morton non si ingannava. Non andò guari che il principe d'Orange facendo un giro per le Province Unite, venne a Flessinga, ove già Morton incominciava ad annoiarsi della propria inazione; ed ebbe un colloquio segreto con questo giovine, mostrandosi grandemente soddisfatto dell'intelligenza e prudenza che in lui ravvisò, e soprattutto dell'occhio imparziale onde considerava le varie sette che dilaniavano la sua patria, e della nitidezza colla quale chiarì al ragguardevole ascoltatore le mire e la condotta delle diverse fazioni.
»Vi darei di buon grado servigio presso di me, gli disse Guglielmo, ma non potrei senza dar ombra all'Inghilterra. Non mi crediate perciò men volonteroso di giovarvi, sia per riguardo vostro, sia per riguardo alla commendatizia di cui vi ha munito un ufiziale meritevole della mia stima. Eccovi una patente di servigio in un reggimento svizzero, stanziato in una delle province più lontane dalla mia capitale, e ove non troverete, credo io, alcuno Scozzese. Evitate qualunque corrispondenza col vostro paese, continuate ad essere il capitano Melville, e lasciate dormire il nome di Morton, finchè arrivino istanti più favorevoli.»
»In simil guisa, continuò Morton, ho incominciata la mia fortuna. Ho avuta la ventura di ben riuscire nelle diverse commissioni affidatemi, e di vedere i miei servigi riconosciuti e ricompensati da sua altezza reale sino all'istante che è stato chiamato in Inghilterra qual nostro liberatore e nostro re. La prescrizione ch'ei m'avea fatta deve essermi scusa valevole sul silenzio da me serbato col piccolo numero d'amici che ho lasciati nella Scozia. Quanto alla voce che si era diffusa della mia morte, non poteva accadere altrimenti dopo lo sgraziato naufragio della nave sulla quale partii, nè può che averle dato maggior fondamento il niun uso fatto da me, o delle cambiali che mi erano state rimesse, o delle commendatizie salvo quella al principe, che se raccomandò il silenzio a me, certamente avrà taciuto egli stesso.»
»Ma figliuol mio, come può essersi dato che in cinque anni non vi siate incontrato in un solo Scozzese quale v'abbia ravvisato? Io ho sempre creduto non esservi Scozzese che non vi conosca.»
»Ponete mente, mia buona Alison, che i tre prim'anni della mia lontananza si passarono in una rimota provincia, e che quando d'allora in poi passai alla corte del principe d'Orange, vi sarebbe voluto un affetto premuroso e sincero siccome il vostro per ravvisare l'esiliato Morton nel maggior generale Melville.»