Il furibondo Puritano allora fissò sopra Morton due occhi, ne' quali scintillava la barbara gioia di avere soddisfatta la vendetta e la rabbia: »Ora, soggiunse, nulla posso più a tuo favore, ma divenisti padrone del mio segreto; egli è d'uopo morire, o far giuramento d'entrare a parte dei miei disegni.»

»Sprezzo le vostre minaccie, rispose Morton imperturbato, compiango il vostro delirio, e vi lascio.»

Nel tempo stesso avanzavasi verso la bocca della caverna; ma il prevenne in esserne fuori Burley, e corso al pedale della quercia rovesciata, che presentava la sola via d'uscir di quel luogo, la fece cader nello abisso con uno strepito simile a quello del tuono.

»Ebbene! gli disse colla gioia di un cannibale; eccoti mio prigioniero. Difenditi e vediamo se ti ricordi ancora l'esercizio della sciabola. Fa duopo cedermi o morire.»

Nel medesimo tempo corse verso il fondo della caverna per ripigliare la sciabola.

»Non so ancora che siasi il cedere alle minacce, Morton dicea, pur non voglio battermi coll'uomo che salvò la vita a mio padre, e gli risparmierò un vile assassinio.»

Detto ciò lanciossi coll'agilità naturale a lui, e che pochi altri uomini possedevano, e spiccò un salto al di sopra della voragine, che Burley credea dovesse opporgli un ostacolo insuperabile. Aveva il piede sull'altra sponda allorchè vide Burley presentarsi di nuovo alla bocca della spelonca colla sciabola alla mano, e pallido per la sorpresa, e tratto a ruggir dal furore. Sparve un istante e tornò con due pistole per trar dietro a Morton. Ma l'umidità della caverna avendole fatte inette al loro ufizio, il polverino non prese fuoco, nè il ribaldo potè, se non se coi gesti, minacciare Morton, e fargli comprendere che divenuto più ardente ognor di vendetta non si sarebbe ristato dal perseguirlo.

In questo mezzo, Morton avea raggiunta la sua piccola conduttrice non poco atterrita dal precipitar della quercia. Ei le disse essere stato effetto del caso questa caduta, ed ella lo accertò non poterne venire alcun danno a Burley che avea avuta l'antiveggenza di preparare nella caverna altri alberi per costruir nuovi ponti di quella natura ogni qualvolta inaspettate circostanze avessero obbligato chi stavasi in quello speco a distruggere per propria sicurezza tal ponte di comunicazione.

Ma le avventure di quella mattina non erano ancora al lor termine. I nostri due viandanti trovavansi già vicini all'albergo della Maclure, allorchè la giovinetta mandò un grido di sorpresa in veggendo venir incontro ad entrambi la vecchia, che atteso il suo stato di cecità non solea mai allontanarsi dalla propria abitazione.

»Peggy! sclamò ella appena ravvisati i viaggiatori alla voce, fate presto, correte a mettere la briglia al cavallo di questo signore e conducete voi la bestia fin'oltre allo spinaio. Là aspetterete il cavaliere.»