»Invan tenea. Di morte il gel ferale
»Gli fe' muta la lingua e 'l veder tardo.
»Sol dell'amata donna e in un fatale,
»Che in sen gl'infisse l'amoroso dardo,
»Ei può stringer la man, che alfin la trova,
»E fu del viver suo l'estrema prova.
D'un Anonimo.
L'infermità sopraggiunta ad Editta la obbligò al letto in tutto il restante di quella giornata, che l'apparizione istantanea di Morton le rendè si tempestosa; pure alla domane trovossi riavuta sì, che lord Evandale potè ritornare nei divisamenti di viaggio interrotti. Era mezzogiorno, allorquando lady Emilia entrò nell'appartamento di Editta, e dopo averle fatti, e averne ricevuti i soliti convenevoli, le diede a conoscere in tuon serio, e che assai sapea del rimprovero; come fosse venuto già tale istante che amarissimo per una sorella di Evandale, era propizio a miss Bellenden, in procinto, al dir della lady, di vedersi da un gravissimo peso alleviata; »oggi, conchiuse, mio fratello ci abbandona.»
»Ci abbandona? Editta richiese esclamando. Spero sarà coll'intenzione di tornarsene alla propria casa.»
»Io non penso come voi. Credo si prepari ad un lungo viaggio. Qual cosa di fatto può trattenerlo in questo paese?»