In questo mezzo, la natura avendo preso intero predominio sullo stoicismo patriottico che le facea guerra nel cuore del thane Sassone, questi si stava nelle più vive angoscie, finchè Osvaldo fosse tornato. Ma appena ei seppe che altre persone, da Cedric tosto giudicate amiche d'Ivanhoe, s'erano prese l'incarico di lui, e che, com'era verisimile, e come tosto il Sassone immaginò, gli avrebbero prestato ogni soccorso dovuto al suo stato, allora l'amor paterno fe' luogo nuovamente all'orgoglio e al risentimento, radicato in lui contro quella ch'ei chiamava ribellione del figlio.

«Ne accada quel che ne sa accadere» disse in quell'istante «a me poco rileva, e poco ancor mi rileva, se coloro per amor de' quali riportò le ferite, si prendono adesso cura di medicargliele. Si distingua, si distingua, giacchè è la sua vocazione, nelle frascherie de' bagattellieri di questa normanna cavalleria, egli che avrebbe dovuto mantenere l'onore e la gloria de' Sassoni suoi antenati adoperando l'azza e la spada, armi antiche della nostra patria!»

«Se per mantenere l'onore de' propri antenati» disse lady Rowena «basta ad un uomo, l'intraprender con prudenza e l'eseguire con coraggio, essere il più prode de' prodi, e segnalarsi altrettanto per dolcezza e per sommessione, chi può negare tai pregi ad Ivanhoe?... Sarà ora la sola voce d'un padre?....»

«Tacete, lady Rowena, ve ne prego, è questo il solo punto su di cui non possiamo andare intesi. Accignetevi ad intervenire al banchetto del Principe. L'invito è stato fatto con modi cortesi, onorevolissimi, in somma usando tai riguardi, che questi superbi Normanni ben rade volte hanno dati a dividere a persone Sassoni dopo la fatale giornata di Hastings. Voglio trovarmi al banchetto, se non fosse altro, per provare a cotesti orgogliosi, come un Sassone sappia sopportare la sventura d'un figlio, che ha atterrati i più valorosi fra i loro campioni.»

«Io non vi sarò al certo» rispose con fermezza lady Rowena; «e voi, temete piuttosto che quanto esaltate, siccome intrepidezza e coraggio, non venga invece attribuito a freddezza, anzi a durezza di cuore.»

«Per parte vostra farete ciò che meglio v'aggrada. Quanto a cuore freddo e duro, lo mostrate piuttosto voi che sacrificate gl'interessi d'un popolo gemente sotto il peso della schiavitù ad una passione inutile quanto cieca. Vado in traccia del nobile Atelstano, e ci condurremo noi due al banchetto di Giovanni d'Angiò.»

E così fecero; e già vedemmo al proposito dello stesso banchetto le particolarità più meritevoli d'essere ricordate. Usciti di quella mensa i due Sassoni, insieme alla lor comitiva, montarono a cavallo, e raggiunta lady Rowena, tutti di conserva si apparecchiarono ad abbandonare Ashby. In mezzo alle faccende di quella frettolosa partenza si offerse per la prima volta a Cedric, dopo essere, così diceasi, disertato, il povero Gurth; e poichè il Sassone, come fu narrato, non uscì di buon umor del banchetto, aveva appunto d'uopo di qualcheduno su di cui sfogare la collera; e Gurth ne fu la vittima disgraziata.

«Legatelo» sclamò «legatelo! Osvaldo, Udiberto! Sciagurati, che vi avvisaste di lasciare in libertà questo furfante!» I compagni di Gurth senza osare la menoma rimostranza a favore di quello sventurato, gli legarono le mani dietro la schiena, al qual severo trattamento l'ex-scudiere si assoggettò senza mettere una sola querela. Unicamente rampognando con uno sguardo il suo padrone aggiunse tali parole: «Ciò m'accade perchè amo il vostro sangue più del mio sangue medesimo.»

«A cavallo e avanti» sclamò Cedric.

«E mi par bene che non vi sia tempo da perdere» aggiunse Atelstano «perchè, se non galoppiamo sul serio, la cena che ci ha preparata il degno abate Wattheof non varrà più nulla.»