Allora due o tre uomini gli si lanciarono addosso, e stramazzatolo da cavallo, finalmente lo ebbero nelle mani. pag. 164.
Però appena il valoroso matto si vide fuor di pericolo, incominciò a trovarsi dubbioso se non gli convenisse meglio offerirsi compagno di prigionia ad un padrone, al quale era sinceramente affezionato.
«Ho inteso talvolta esaltare la felicità d'una libera condizione» meditava egli fra sè medesimo; «ma vorrei ora che un uomo saggio venisse insegnando ad un matto qual cosa può farsi della sua libertà chi l'ha ottenuta contra propria voglia!»
Udì allora susurrare il nome di Wamba da una voce, che gli doveva esser vicina, ma bassa e mandata colla massima cautela, poi nel tempo medesimo gli saltò addosso accarezzandolo un cane, che tosto ei riconobbe per Fangs.
«Gurth!» pronunziò Wamba col tuono stesso di voce onde aveva udito chiamarsi. «Sei tu, Gurth?»
«Sì» rispose Gurth avvicinandosegli; «ma che cosa è dunque accaduto? Che significa questo scricchiolar d'armi?»
«Una bagattella! son tutti prigionieri.»
«Prigionieri! chi?»
«Il nostro padrone, lady Rowena, Osvaldo, in somma tutti.»