«Tosto il saprò» disse Locksley «ma aspettatemi in questo luogo. Vi proibisco, pena la vita, il movervi di qui prima ch'io torni. Obbeditemi, e prometto bene così a voi come ai vostri padroni. Ciò nullameno fa mestieri d'alcune cautele.»
Levatosi indi il pendaglio, e staccato il pennacchio che ornava il suo berrettone, consegnò tai cose alla custodia di Wamba; poi trasse di saccoccia una maschera, e coprendone il viso, si dipartì da loro per andar a fare scoperta, non senza ingiugnere nuovamente ai medesimi che lo aspettassero.
«Lo aspetteremo, o Gurth?» disse Wamba: «o vogliam dargli prova che Domeneddio ci ha forniti di gambe? In verità, anche costui ha cera di masnadiere, e non vedo troppo qual fiducia in lui possa aversi.»
«Fosse anche il diavolo» rispose Gurth «che rischiamo noi aspettandolo? S'egli appartiene a questa banda di scorridori, potrebbe averli già messi all'erta intorno alle nostre persone: ciò essendo come involarsi da loro? Poi, e non è gran tempo, ho fatto io la prova, che fino tra gli assassini si trova un qualche galantuomo.»
Non tardò multi minuti a far ritorno Locksley. «Ho veduto gli amici» diss'egli «e di più ho parlato ad essi, perchè vestiti alla mia foggia, m'hanno creduto un loro collega. Ora so, e chi sono e dove vanno e quello che vogliono fare. Ma il numero ne è grande, ed è gente valorosa nell'armi. Sarebbe la massima delle follie se tre uomini presumessero d'assalirli con buon successo. Conviene pertanto unire una forza più ragguardevole, e so ben io dove trovarla. Voi siete entrambi, credo, fedeli servi di Cedric il Sassone. Seguitemi adunque, nè mai sia detto, che l'amico dell'Inghilterra e degl'Inglesi manchi di braccia per soccorrerlo all'istante del pericolo; ma fa d'uopo non perder tempo, perchè già coloro s'avviano.»
E fatto a questi cenno di venirgli addietro, s'addentrò nella parte più folta della foresta, per vie non disegnate da traccia umana, e Gurth e Wamba il seguivano silenziosi.
Ma il silenzio mal si confaceva all'umore di Wamba, che lo interruppe finalmente, susurrando a mezza voce all'orecchio del camerata, ed accennando il pendaglio e il corno da caccia che tenea tuttavia fra le mani: «Gurth, se non mi sbaglio, ho veduto guadagnar questo premio che non è molto.»
«Ed io» disse Gurth, parlando anche più sommesso «scommetterei tutti i porci del mio padrone, che tre giorni fa, o a dir meglio tre notti fa, ho udito la voce del bravo arciere che guadagnò questo premio, e che or ne fa scorta.»
«Amici» si volse ad essi Locksley, che ad onta di tutte le loro cautele gli aveva intesi «poco rileva ora quel ch'io mi sia e che cosa sia. Se arrivo a liberare il vostro padrone, avrete un motivo di riguardarmi come il migliore fra gli amici dell'Inghilterra. Ch'io mi chiami poi sotto tale o tal altro nome, ch'io tiri bene o mal l'arco, ch'io ami diportarmi a luce di giorno o a chiaro di luna, sono cose le quali non v'appartengono, e sulle quali fareste meglio a non prendervi fastidio.»
«Mettemmo la testa nella gola del lione» disse Wamba all'orecchio di Gurth. «Dio ne aiuti, che la possiam cavar fuori!»