«Ma qual'è quest'amico. Può esserlo di voi, non di me.»
«Qual'è questo amico? È più facile l'interrogazione di quel che sia la risposta! Però or che ci penso: è l'onesto boscaiuolo del quale vi ho già parlato.»
«Onesto boscaiuolo, come voi pio eremita?»
«Tal quale.»
«Apritegli dunque, se non amate che egli vi sfondi la porta.» In quel momento appunto Locksley picchiava per la terza volta.
I cani sulle prime non mancarono d'abbaiare, ma il loro instinto avendo fatto che s'accorgessero chi fosse la persona nuovamente giunta, si diedero a raspare la porta quasi chiedendo essi pure che gli venisse aperto.
S'aperse finalmente questa porta, e Locksley, entrò unitamente ai suoi due compagni.
«Eremita» disse Locksley in veggendo il cavaliere «dove hai tu pescato questo nuovo collega?»
«Un fratello del nostro ordine» rispose sorridendo il romito «noi abbiamo passato insieme in orazione la notte.»
«Credo bene ch'ei sia un individuo della chiesa militante[25]. Da qualche giorno ne vediam molti a correre i campi. Ma ciò non fa alla questione. Oggi abbiamo bisogno della nostra gente, sieno cherici o secolari. Dunque tu ne farai la buona grazia di lasciare la cocolla e il rosario per armarti d'arco e di chiaverina.» Indi traendolo in disparte: «Tu sei matto a quanto mi pare. Perchè dar ricetto nella tua abitazione ad un cavaliere che non conosci? Hai forse dimenticati i nostri regolamenti?»