«Per l'antico Testamento!» sclamò Bracy. «Forse la bella ebrea?»
«Ebbene! chi oserà trovarci a ridire?»
«Nessun ch'io mi sappia. Ma la vostra coscienza non vi rimproccerebbe una tresca aperta con un'Ebrea?»
«La coscienza d'un uomo che ha ammazzato trecento Saracini può essere più tranquilla di molte altre, nè ha bisogno di atterrire ad ogni minimo peccatuzzo, come il farebbe la coscienza d'una villanella nel presentarsi al confessionale la vigilia di Pasqua.»
«Eh! infine spetta a voi di sapere i privilegi del vostro onore. Pur vedete! avrei giurato che, più ancora degli occhi della leggiadra Ebrea, vagheggiaste i danari dell'usuraio suo genitore.»
«Non dirò che il danaro d'Isacco non abbia il suo merito. Ma credete voi che Frondeboeuf avesse voluto prestarne il proprio castello senza speranza di partecipare allo spoglio? Or dunque, io gli cedo Isacco per sua porzion di bottino, e come gli è giusto ch'io parimente abbia la mia, ho posti gli occhi sulla bella Rebecca. Adesso che vi son noti i miei divisamenti, tornerete alle prime massime? Voi vedete che per parte mia non vi resta alcuna cosa a temere.»
«No, no; le prime massime le ho affatto abbiurate, nè voglio perder le tracce della mia preda nemmeno un istante. Le cose che mi avete raccontate possono essere verissime, ma non mi fido della coscienza d'un uomo, che avendo ammazzati trecento saracini, si è assicurato un sì vistoso capitale d'indulgenze da non atterrirlo un peccato veniale di più.»
Intantochè i nostri due eroi duravano in tale disputa, Cedric si sforzava, ma invano, onde rilevare da' suoi custodi chi fossero, e da quai disegni mossi coloro che il tenevano prigioniere.
«Voi siete Inglesi, giusta ogni apparenza» ei dicea loro «e vivadio! vi conducete come se foste Normanni. Sarete, non ne dubito, miei vicini, e dovreste quindi esser ancor miei amici, perchè qual è nom inglese de' miei dintorni che possa volermi male? Persin fra voi, che vi siete rifuggiti ne' boschi onde sottrarvi alla persecuzione, fra voi contra i quali sta un bando che vi mette fuori della società, trovasi taluno che è ricorso più d'una volta alla mia protezione, e l'ha ottenuta, perchè mi faceano pietà le vostre sventure e i vostri patimenti, e le mie maledizioni andavano addosso alla tirannide, sola cagione del genere di vita che abbracciaste, e che non sarebbe mai stato il vostro. Che cosa dunque volete fare di me? Da quest'atto di violenza qual vantaggio potete voi ripromettervi? E nulla mi rispondete? Peggiori delle belve feroci nella vostra condotta, siete ancor muti com'esse?»
Ma tutti questi discorsi nulla valevano a fare che que' ribaldi parlassero. Troppe buone ragioni aveano di serbar il silenzio, perchè a romperlo li potessero indurre nè le querele, nè i rimproveri di Cedric. Continuarono a marciare con frettoloso passo, sintantochè in fondo ad un viale di grandi alberi, si presentasse Torquilstone, castello antico, il quale per diritto di usurpazione apparteneva in quei giorni a ser Reginaldo Frondeboeuf. Tal era la forma di questa picciola rocca. Dal mezzo di essa alzavasi un'alta torre di base quadrata, e circondata di edifizi più bassi, che dominavano un cortile di superficie circolare. Intorno al muro di ricinto stagnava una fossa, cui somministrava le acque un vicino ruscello. Frondeboeuf, che per suo cattivo animo si crescea continuamente il numero de' nemici, avea aggiunte nuove fortificazioni al castello col far costruire alte torri ad ogn'angolo del medesimo. L'ingresso erane da una parte per un ponte levatoio che terminavasi ad una pesante porta di ferro fiancheggiata da due torricelle, dall'altra per un portello di soccorso di stretto andito, che confinava con un fortino innalzato ad esterna difesa.