Non appena le cime delle torri di Torquilstone, che tappezzate d'edere e di porracine rifletteano i raggi del sol nascente, ferirono il guardo di Cedric, non gli rimase più dubbiezza alcuna sull'origine della cattività cui soggiaceva.
Alcuni armigeri vennero a riconoscere quella banda, dopo di che apertasi la porta e calato il ponte levatojo, la cavalcata entrò nel cortile. pag. 177.
«Ah!» sclamò egli, vôlto ai suoi barbari condottieri, «io avea ingiuriato i ladri, e gli scorridori che infestano questi boschi col supporre individui delle lor bande coloro che mi arrestarono. Avrei potuto con egual fondamento confondere le volpi della mia patria e i lupi arrabbiati delle francesi foreste. Ditemi, sciagurati, è la mia vita che il vostro padrone desidera, o pretende impossessarsi delle mie sostanze? Non è cosa tollerabile, è egli vero, che rimangano, ancora sulla Inghilterra solamente due Sassoni, il nobile Atelstano ed io, i quali tuttavia possedano il lor retaggio! Che si tarda adunque a darci morte, a compir l'opera della tirannide togliendoci e dominii e vita dopo averne rapita la libertà? Se Cedric il Sassone non può salvar l'Inghilterra, egli è contento di morire essendosi sagrificato per essa. Dite al tiranno vostro padrone, che lo prego solamente a rimettere in onorevole libertà lady Rowena. Nulla ei può temer da una donna, e periscono con noi tutti quelli che avrebbero potuto parteggiare per la sua causa.»
Ma tal discorso non ebbe maggior risposta che il primo; e giunsero finalmente alla porta del castello, innanzi alla quale Bracy sonò il corno tre volte. Alcuni armigeri vennero a riconoscere quella banda, dopo di che apertasi la porta e calato il ponte levatoio, la cavalcata entrò nel cortile. Fatti scendere da cavallo i prigionieri furono condotti in una sala, ov'erano apparecchiati reficiamenti per essi, reficiamenti ricusati da tutti fuorchè dal solo Atelstano. Ma il discendente del santo re Confessore non ebbe tempo di far intero diritto al merito di quella imbandigione, perchè gli venne annunziato com'egli e Cedric dovessero andar a starsi in una stanza spartata da quella che assegnavasi a lady Rowena. E poichè sarebbe stata inutile ogni resistenza, si videro nella necessità di seguire le loro scorte in un grande appartamento sostenuti da due ordini di pilastri di macigno, quai ne vediamo anche oggidì nei refettorii de' monasteri e nelle sale serbate alle adunanze capitolari.
Dopo avere disgiunta dalle persone del suo seguito lady Rowena, la condussero, veramente usando compitezza, ma non consultando l'inclinazione, in un'ala del castello. Tal distinzione di mal augurio, fu parimente conceduta a Rebecca. Vane tornarono le ferventissime e interminabili supplicazioni del padre, che messo a tali strette giunse fino ad offerire denaro per non venir separato dalla figlia. «Cane d'un miscredente!» gli disse una di quelle guardie «quando avrai veduto il canile che t'aspetta, non ti dorrai se non ne partecipa la figlia tua.» E senz'altre discussioni furono tratti il padre da una parte, la figlia dall'altra. Toltesi indi l'armi alle persone del seguito di Cedric e d'Atelstano, e dopo essere stati frugati per ogni dove, vennero chiusi nella prigion del castello. Lady Rowena non potè nè manco ottenere la consolazione di serbare Elgitta presso di sè.
L'appartamento, entro cui stavano rinchiusi i nostri due capi Sassoni, perchè d'essi primieramente incomincieremo a far discorso, comunque allor trasformato in una prigione, fu in altri tempi la sala maggiore del castello; ma poi sottratto a quest'uso, perchè fra le cose, che il nuovo occupante aggiunse a quell'edifizio, sia per affortificarlo, sia per renderlo aggradevole, noveravasi una grande sala, le cui soffitta reggeano pilastri più leggieri ed eleganti, ed abbelliti di fregi, che i Normanni avevano già introdotti nell'architettura.
Cedric trascorreva a grandi passi quel luogo tutto assorto nelle considerazioni che gl'inspirava la indignazione sulle cose presenti e sulle passate. La negghienza intanto d'Atelstano a questo tenea vece di filosofia e di rassegnazione nel fargli tutto sopportare, fuorchè gl'incomodi fisici dell'istante. Laonde il dolore della condizione cui vedevasi ridotto, gli si facea sentire sì lievemente, che le animate esclamazioni di Cedric, appena e a quando a quando soltanto, otteneano qualche segno di approvazione da lui.
«Sì» Cedric diceva, un poco favellando con sè stesso, un poco indirigendosi ad Atelstano «gli è in questa sala medesima, che mio padre stette a convito con Torquil Wolfganger, allorchè questo nobile Sassone ricevette il prode quanto infelice Aroldo, che marciava in que' dì contro i Norvegi collegatisi a Tosti ribelle. Fu in questa sala, che Aroldo diede quella sì altera risposta all'ambasciatore d'un fratello voltosi contro di lui. Quante volte acceso da quell'entusiasmo il mio genitore mi fe' racconto di tale storia! Allorchè l'inviato di Tosti fu ammesso in questa sala, che vedete sì grande, ella non bastava perchè vi capisse tutta la folla dei nobili capi Sassoni, gareggianti di porsi attorno al loro re, e tutti ammessi alla sua mensa!»