Gli era pertanto vicino il mezzogiorno, allorchè Bracy, già primo ad ideare il disegno della spedizione com'era primo nell'avervi interesse, si pose in atto di compire i divisamenti concetti sulla mano e sulle ricchezze dell'avvenente lady Rowena.
Non però solamente nel parlamento dianzi descritto avea speso il tempo dacchè era nel castello Bracy; poichè ne diede una parte ad acconciarsi con tutta la ricercatezza che poteva essere in un cicisbeo di quella età. Messi in disparte il giustacuor verde e la maschera, le sue lunghe chiome annodate in trecce gli scendeano sopra sfarzoso mantello guarnito di pelliccia; una specie di camiciuola venivagli sino a metà della gamba; gli pendea sontuosa sciabola da cinturino ricamato d'oro. Accennammo altrove la bizzarra usanza che dominava allora circa le punte delle scarpe; ma quelle di Bracy presentavano il nec plus ultra dell'usanza medesima, tanto lunghe e volte all'insù da poterle ottimamente credere due corna di montone. Ma tal era nell'incominciare del secolo XII l'uniforme dei damerini, nè potea negarsi il merito a Bracy di saper dargli spicco per vantaggio di figura e di modi ne' quali unite apparivano la compitezza d'un cortigiano e la franchezza d'uom di guerra.
Ei salutò lady Rowena levandosi il berrettone che era di velluto, e fregiato di un medaglione d'oro ove si vedea scolpito s. Michele in atto di conquidere il nemico del genere umano. Col capo tuttavia scoperto, fece un cenno come per pregare lady Rowena a sedersi, e poichè questa continuava a starsene in piedi, si levò il guanto offerendole la mano per condurla vicino ad una seggiola. Ma Lady Rowena ricusò questa sua premura volgendogli con nobile alterezza tai detti:
«Se io sono dinanzi al mio carceriere[30], e le circostanze mi costringono a crederlo, ser cavaliere, è debito della prigioniera il rimanersi in tale postura sintantochè ella abbia udito pronunziare il tenore del suo destino.»
«Leggiadra lady Rowena» rispose Bracy «io sono il vostro prigioniere, e vi state alla presenza dell'uomo ridotto a tale condizione per voi, non alla presenza d'un carceriere. Lungi da me fin l'idea di pronunziare sul vostro destino! Da quelle labbra vezzose aspetto in vece la sentenza che dee risolvere del mio.»
«Non vi conosco, ser cavaliere» rispose lady Rowena sollevando il capo con aria d'indignazione proporzionata all'oltraggio che al suo grado e alla sua beltà veniva arrecato. «Non vi conosco, e l'audace famigliarità ond'or pompeggiate meco di frasi da trovadore non è manto valevole alla violenza usata da un masnadiere.»
«Deh! incolpatene» riprese a dire Bracy che continuava sulle medesime corde «incolpatene i vostri vezzi. Soli essi m'inspirarono quanto potei farmi lecito, dimenticando persino il rispetto dovuto a colei che ho scelta a sovrana di questo cuore.»
«Vi replico che non vi conosco, e tutt'uom che porti catenella e sproni d'oro[31] non dee presentarsi tenendo simil linguaggio ad una donna indifesa.»
«Ella è una sciagura per me il non essere da voi conosciuto, pure, permettetemi lo sperare, che il nome di Bracy non vi soni affatto nuovo all'orecchio, poichè gli araldi d'armi lo divulgarono più d'una volta nei tornei e su i campi delle battaglie, e poichè i menestrelli lo fecero scopo ai loro canti.»
«Lasciate dunque agli araldi d'armi e ai menestrelli la cura di esaltare le vostre prodezze. Tai lodi staranno meglio nelle loro labbra che nelle vostre; e ditemi intanto a quali archivi consegneranno la vittoria che riportaste la scorsa notte sopra d'un vecchio seguito da alcuni servi paurosi; e in quai libri registreranno la nobile impresa di rapire una giovane inerme per trasportarla a suo malgrado nel castello d'un assassino.»