«Voi siete ingiusta, lady Rowena» disse Bracy mordendosi le labbra in aria d'uom confuso, e scendendo a gradi ad un tuono più a lui confacevole di quello di caricato ganimede ch'egli aveva assunto da prima «ed è perchè non sentite in voi stessa la forza d'una gran passione, perchè non volete ammettere scusa sopra un delirio di frenesia, che fu effetto della vostra avvenenza.»
«Vi prego, ser Cavaliere, mettete in disparte il linguaggio de' girovaghi cantarini; risuona male parlato da un nobile cavaliere qual v'annunziate di essere. Certamente voi mi costringete ora a sedermi per provarvi quant'io faccia lieve conto di questi fiori di galanteria fatti omai rancidi col trovarsi in ogni ballata.»
«La vostra alterezza» soggiunse Bracy, punto dal vedere come la via de' modi cortesi non gli ottenesse che sprezzi «la vostra alterezza si è scontrata in un animo non meno altero. Sappiate adunque che ho fatto valere le mie pretensioni alla vostra mano nel modo il più convenevole alla mia indole, e la vostra che ora conosco, mi prova essere voi una fra quelle beltà da conquistarsi colla lancia in resta, e non adoperando i gentili accenti d'un cortigiano.»
«Se tai gentili accenti intendono solamente a celare la viltà del procedere, divengono come la cintura d'un nobile cavaliere stretta a' fianchi d'abbietto villano. Non mi fa or maraviglia la facilità con cui vi siete stôlto da una ricercatezza di cortesia che v'impacciava. Nè il nego, vi sareste fatto più onore conservando l'uniforme e il dialetto d'un masnadiere, che cercando velar azioni di masnadiere coi colori troppo ad esse estranei d'una accattata cortigianeria.»
«Il vostro suggerimento è ottimo, lady Rowena, e conformando ora l'ardire de' miei discorsi a quello delle mie azioni vi protesto che non uscirete di questo castello se non se moglie di Maurizio di Bracy. Non sono avvezzo ad incagliare nelle imprese cui mi cimento, e per altra parte un Nobile Normanno non ha bisogno di giustificare sì scrupolosamente la propria condotta agli occhi di una nobile Sassone, assai onorata da lui se le offre la propria mano. Voi siete altera, lady Rowena. Ebbene! ciò vi rende più degna d'appartenermi. Fuor dello sposarmi evvi forse altra strada per voi onde innalzarvi al grado e agli onori che vi sono dovuti? Vedreste forse altra via più decorosa ad uscire d'una capanna, ove i Sassoni fan vita comune co' propri maiali, uniche loro ricchezze? a trovarvi collocata nel grado che vi si aspetta? a brillare fra le persone dell'Inghilterra le più distinte per leggiadria, le più ragguardevoli per possanza?»
«Ciò che avete la bontà di chiamar capanna, ser Cavaliere, mi fu soggiorno sin dalla prima mia fanciullezza, e vi do parola, che se mai giugnessi ad abbandonarlo di mia volontà, ciò sarebbe solamente per seguire chi non disprezza l'asilo ove ebbi educazione, e quelle costumanze cui m'ha affezionata la consuetudine.»
«V'intendo, leggiadra milady, benchè voi crediate usar termini abbastanza velati ond'io non giunga ad indovinarne il senso in tutta la loro estensione. Ma mettete da una banda la speranza, che Riccardo risalisca il soglio giammai, e molto più l'altra che Wilfrid d'Ivanhoe, favorito di Riccardo, vi conduca qual propria sposa a' piedi di questo principe. Tutt'altri che io toccando sì fatto cantino non potrebbe liberarsi dal sentir qualche moto di gelosia; ma non mi rimoverà dalle risoluzioni, in cui sono venuto con volontà la più deliberata, tal vostra passione priva di speranza, e ch'io riguardo come una fanciullaggine. Posso dirvi per altro che questo rivale sta in mio potere, che è qui prigioniero, che Frondeboeuf non ne sa nulla, benchè bastasse una mia parola a farnelo consapevole, e a destar nel suo cuore una gelosia che potrebb'essere ben più funesta della mia al vostro amante.»
«Qui Wilfrid!» sclamò lady Rowena. «Ah! ciò è vero quanto è vero che Frondeboeuf gli è rivale.»
Bracy fisò gli occhi un istante sopra di lei. «Da vero, nol sapevate?» indi le disse. «Non sapevate nemmeno ch'ei facea viaggio nella lettica dell'Ebrea? cocchio non v'ha dubbio addicevole ad un Crociato!» Poi si diede a ridere in tuono schernevole.
«S'egli è vero che qui si ritrovi» soggiunse lady Rowena con tuono d'indifferenza sforzata, perchè si affaticava indarno a nascondere interamente il tremore della persona, e le agitazioni che le portò nell'animo sì fatto annunzio «in qual modo è desso rivale di Frondeboeuf? o qual altra cosa può egli temere da costui oltre ad una cattività di poca durata e alla necessità di pagare un ragionevol riscatto giusta gli usi della cavalleria?»