Preparatasi pertanto di buon'ora alle avversità, aveva acquistata la fermezza necessaria a sopportarle. La condizione, cui trovavasi in quel momento, chiedea di fatto molta presenza di spirito, e quanto ne aveva ella, il raccolse attorno di sè.

Sua prima cura pertanto fu l'investigare ogni parte di quella stanza. Ma non vedea modi d'uscirne, perchè chiuso erane accuratamente l'uscio, nè dopo aver fatte ricerche attentissime, s'accorse che vi fossero porte, nè alle pareti nè orizzontali sul suolo o visibili o segrete. Nemmeno vi si potea assicurare da altrui sorpresa perchè l'unica porta che v'era non andava munita di catenacci interni. Non osservavasi che un muro grosso e continuo all'intorno, le tavole che formavano il pavimento, oltre all'essere di robustissimo legno, scorgeansi ottimamente connesse; nè presentavano la menoma fenditura. La sola finestra da cui ricevea luce quel luogo, potea darle qualche speranza, perchè scendendo sino al suolo dell'appartamento, nè guarnita d'inferriata, metteva ad un verone, o a dir meglio esterno terrazzo, largo incirca tre piedi, e così ideato che vi potessero capire alcuni arcieri, ogni qual volta fosse stato d'uopo difendere il castello assalito da quella banda. Ma non tardò ella ad avvedersi come tal pianerottolo fosse in isola, e privo di comunicazione con tutto il rimanente dell'edifizio. Sotto di questo terrazzo, alto più di sessanta piedi da terra, stava un cortile lastricato di grosse pietre.

Non le rimanea quindi altro conforto che il coraggio della rassegnazione, e quella ferma confidenza nel cielo che è retaggio dell'anime nobili e generose. Comunque le promesse onde la Scrittura conforta il popolo eletto, mal interpretate da Rebecca, divenissero per lei articolo di fede, ella non maravigliava però della condizion presente de' suoi confratelli, essendosi avvezza a considerarla come uno stato di prova, ed a ridursi nella speranza che verrebbe a' figli di Sion il lor giorno di vedere risorgere la propria gloria ecclissata e l'antica prosperità. Nell'espettazione di sì avventuroso momento, tutte le cose ch'ella vedea intorno a sè le annunziavan esser quello uno fra gl'istanti di persecuzione, predetti dai Profeti, e quindi debito di lei il sottomettersi senza querela ai voleri del Cielo. Riguardandosi pertanto siccome una fra le vittime della comune sciagura, erasi da lungo tempo accostumata a contemplare con intrepidezza i disastri che le potessero accadere, e ad invigorire il proprio animo per sofferirli senza avvilirsi.

Ella non potè nullostante ristarsi dal tremare, e mutar colore allorchè udì alcuno salir la scala che conduceva alla stanza, e soprattutto poi chè apertasi la porta, vide entrare un uomo di grande statura, e vestito come gli altri malandrini, autori della sua prigionia. Il berrettone che gli scendea fino al sopracciglio nascondeva la parte superiore del costui volto e tenea il mantello incrocicchiato alto in guisa da non discernerne la parte inferiore. Sotto sì fatto travestimento, com'uomo che s'accignesse a cosa di cui vergognasse egli medesimo, chiuse con ogni riguardo la porta, prestandosi indi al cospetto dell'atterrita sua prigioniera. Comunque più ardimentoso di coloro da' quali avea preso l'abito in prestanza, parve nondimeno esitante nello spiegare a Rebecca il motivo di tale visita. La giovane Israelita, che giudicava il personaggio alle vesti, immaginò non difficil cosa amicarselo coll'appagarne l'avarizia, onde profittò del tempo per torsi una sontuosa collana e due ricche smaniglie, che a lui presentò sì dicendo:

«Amico, accettate questi gioielli, e per amor del cielo, abbiate compassione del vecchio mio genitore e di me. Tal presente non è privo di valore, ma è una minuzia a confronto di quanto saremmo pronti a retribuire per liberarci da questo castello, immuni d'oltraggi.»

«Bel fiore di Palestina» rispose il Templario, ricusando i gioielli offertigli «le perle che mi offerite sono orientali, ma cedono in candore alla bianchezza de' vostri denti; e il fuoco di questi brillanti languisce al paragone dello splendore che mandano quelle pupille. Oltrechè, fin d'allora che abbracciai questa professione, giurai con voto di anteporre sempre la beltà alle ricchezze.»

«Non fate danno a voi medesimo» rispose Rebecca «abbiate pietà di noi. Provveduto d'oro, niun'altra cosa vi mancherà; col maltrattarci non vi guadagnate fuorchè rimorsi. Il padre mio soddisferà di buon grado ogni vostra brama, e se vorrete avvisar giusto, il danaro che otterrete vi potrà agevolare la via di rientrare nella società, valervi il perdono delle passate colpe, e mettervi fuor del bisogno di commetterne nuovamente.»

«Il ragionamento è assai ben inteso,» rispose Guilbert in francese, trovando forse qualche difficoltà a continuare il colloquio in lingua sassone, come lo aveva incominciato Rebecca «ma sappiate, vezzoso giglio della valle di Bacca, che il padre vostro or già si trova fra le mani di un valente alchimista, il quale avrà la virtù di fonderne i shekel e trasmutarli in verghe d'oro. Il venerabile Isacco soggiace adesso a tal preparazione che gli farà rinunziare a quanto ha di più caro nel mondo senza l'uopo ch'io mi adoperi o preghi a tal fine. Quanto a voi, l'amore e la bellezza debbono pagare il vostro riscatto, nè d'altro ne accetterei.»

«Voi non siete uno fra gli scorridori che infestano queste selve!» disse Rebecca valendosi dell'idioma stesso adoperato dal Templario. «Io me lo era già immaginata; non si è mai dato che uomo di tal professione ricusi simili offerte, e niuno fra i masnadieri sassoni usa il dialetto in cui m'avete parlato. Voi siete un Normanno, forse un nobile Normanno. Deh! tal mostratevi negli atti, nè dovrete arrossire nel lasciarmi vedere il vostro volto scoperto.»

«E voi che colpite sì a segno nell'indovinare» rispose Bois-Guilbert abbassando il bianco mantello che gli nascondea una parte del viso «voi non siete una figlia d'Israele, bensì l'incantatrice d'Endor, colla differenza che possedete in oltre giovinezza e beltà. Il diceste, bella rosa di Sahron. Io non sono uno scorridore, ma un cavaliere e cavalier Normanno di alto legnaggio, e mi sarà più diletto l'adornarvi di nuovi gioielli che togliervi quelli sotto cui fate sì bella mostra di voi.»