«Accomodarmi al mio destino!» sclamò Rebecca. «Giusto Dio! qual destino! Abbracciare la tua religione! E che posso io pensare d'una religione professata da un mostro come tu sei? Tu la miglior lancia dei Templarii! La tua condotta è la condotta d'un vile; ma io la sprezzo e sfido ora a nuocermi la tua malizia. Il Dio d'Abramo ha aperta alla sua figlia una strada per sottrarsi a questo abisso d'infamia.»
Dette le quali cose corse impetuosamente verso la finestra che era rimasta aperta, postasi indi sull'orlo del pianerottolo da noi descritto testè. Essendo stato lungi dal presagire tale atto di disperazione il Templario, che l'avea veduta immobile sino a quel punto, non potè nè rattenerla, nè attraversarle la strada. Nondimeno fece alcuni passi per correre ad essa. «Resta ove sei, feroce Templario» ella gridò «ovvero ti fa innanzi se il vuoi; ma al primo passo che tenterai verso di me, mi precipito all'istante nel profondo vano che sta aperto sotto i miei piedi. L'infamia mi spaventa ma non la morte.»
Voi siete ingiusta meco, o Rebecca, vi giuro sul nome che porto, per la croce la cui insegna fregia quest'omero.... pag. 205.
Terminati questi accenti giunse le mani sollevandole al Cielo, come per implorare la misericordia in sul procinto di consacrarsi alla morte.
Esitò un istante il Templario, ma quell'audace ferocia, sorda fino allora alle voci della pietà e alle preghiere, cedè all'ammirazione inspiratagli dal coraggio eroico dell'israelita donzella.
«Imprudente giovane!» le diss'egli «abbandonate quel fatal luogo; rientrate nella stanza, e vi giuro per quanto v'ha di sacro in cielo e in terra che nulla tenterò per offendervi.»
«Di te non mi fido, o Templario; troppo m'insegnasti a conoscere le virtù del tuo Ordine. Violare questo secondo giuramento non sarebbe per te che una venial leggerezza. Di fatto, potresti tu crederti in obbligo di tenere una promessa data ad una misera Ebrea, tu che non isgomentisci di tradir la fede giurata al tuo Dio?»
«Voi siete ingiusta meco, o Rebecca; vi giuro pel nome che porto, per la croce la cui insegna fregia quest'omero, per gli stemmi de' miei antenati, che non avete da temere veruna cosa da me. Se non vi cale della vostra sicurezza, non dimenticate almeno la salvezza d'un padre; egli sta ora in pericolo, ed abbisogna d'un valevole amico. Io il sarò.»