«Salve et tu» rispose Cedric. «A qual fine venite qui, padre mio?»
«A fine d'esortarvi che vi prepariate alla morte»[38].
«Alla morte!» sclamò Cedric «tal cosa è impossibile. Li conosco scellerati, li conosco capaci di tutto. Ma non crederò mai ardiscano commettere un delitto che sarebbe sì notorio e al quale non li provocammo.»
«Eh! pur troppo, il far conti sulla umanità di costoro, egli è un persuadersi di rallentare un cavallo furibondo con una briglia di fil di seta.»
«L'udite dunque, Atelstano?» allora soggiunse Cedric. «Solleviamo pure al cielo le menti, e apparecchiamoci all'ultimo atto di nostra vita. Gli è anche meglio morir uomini che vivere schiavi.»
«Son pronto» rispose Atelstano «a tutto quanto la costoro scelleratezza saprà ordinare. Mi vedrete andar alla morte con quella calma, onde io era solito mettermi a mensa.»
«Ebbene! buon sacerdote» soggiunse allora Cedric «preparateci a tal passaggio da una vita all'altra.»
«Adagio, adagio, nostro zio!» disse tosto il buffone che ripigliò il tuon naturale di voce. «Si ci può ben pensare due volte prima di fare questo capitombolo pericoloso.»
«Per l'anima mia!» sclamò Cedric «non m'arriva nuova tal voce!»
«Lo credo anch'io. È la voce del vostro fedele servo, del vostro buffone» disse Wamba mandando addietro il cappuccio. «Se voi aveste seguiti i consigli d'un matto non vi trovereste a questo passo spinoso: ma se volete seguirli adesso non tarderete a cavarvene.»