«Quant'or so d'essi già non è? qual pena

«A tai colpi serbò l'inesorata

«Destra d'un nume punitor, che il mio

«Labbro ti spieghi hai d'uopo? Ebben! ribrezzo

«Forzerommi a frenar. Favella. Io t'odo.»

Crabbe.

Poichè Ulfrida a furia di grida e di minacce, ebbe respinta Rebecca nell'appartamento dell'infermo, condusse Cedric, che la seguiva ben di mal animo, in una piccola stanza, indi ne chiuse diligentemente la porta. Posti poi sulla tavola un fiasco di vino e due tazze d'argento, lo invitò a sedersi dicendogli col tuono piuttosto di chi afferma un fatto, che di persona vogliosa d'istruirsene: «Voi siete sassone, padre mio! — Non lo negate» continuò costei quando vide che il supposto frate esitava a rispondere «le voci del mio idioma naturale sonano bene a questo orecchio benchè le ascolti sì di rado, e sol quando escono dal labbro di alcuni miseri servi digradati, cui questi feroci normanni addossano il peso delle fatiche le più vili ed abbiette. Sì, voi nasceste sassone, o padre, e sicuro, quant'è sicuro che siete un servo di Dio, di libera condizione. Me ne fe' prova il vostro accento, e gran diletto n'ebbi in udirlo.»

«Dunque non vengono qui mai preti sassoni?» disse Cedric; «pure mi sembra che il loro dovere sarebbe di consolare, soccorrere i figli della lor patria.»

«No, non ne vengono; o se ne vengono preferiscono il partecipare eglino pure de' banchetti co' nostri conquistatori al dovere d'udire i gemiti de' loro compatriotti. Almeno è questo che si vocifera, perchè io so ben poche cose. Son più di dieci anni che in questa rocca non ho veduti altri preti fuorchè l'indegno cappellano normanno, compagno de' notturni sollazzi di Frondeboeuf, e che ora è andato a render conto delle sue dissolutezze al tribunal supremo. Ma voi siete un Sassone, un religioso sassone, gli è mestieri ascoltiate la mia confessione.»

«Sono Sassone, e nol posso negare, ma non merito il nome di sacerdote. Lasciatemi partire. Vi giuro, tornerò, o vi manderò uno de' nostri religiosi che sarà meglio di me al caso per udire quanto avrete da confidargli.»