«Voi l'odiavate e viveva! E come? non v'erano dunque nel castello di Torquilstone, nè azze, nè coltelli, nè punteruoli? Eravate voi sì vilmente affezionata all'esistenza, da preferire un'infame vita al rischio di perderla! Giuro a Dio, aveste ragione che il castel d'un Normanno non lascia più d'una tomba traspirarci segreti cui dà ricovero. Se mi fosse venuto unicamente il sospetto che la figlia di Torquil vivea tal vita coll'infame sterminatore della propria famiglia, la mia spada, sì, la spada di un vero Sassone, avrebbe trafitta costei fin tra le braccia del suo corruttore.»
«Ah sì? tu avresti usato tale atto di giustizia al nome di mio fratello, al nome di Torquil? Allor veramente meriti il nome di Sassone che ti fu imposto[40]. Però sappilo. Nel ricinto medesimo di queste mura esecrate ove il delitto, come tu dicesti, sta avvolto in vel di sepolcro, allorchè io udiva pronunziare il nome di Cedric, carica qual mi vedi e di delitti e d'obbrobrio, io mi confortava in pensando, che vivea tuttavia l'uomo opportuno a far vendetta della nostra nazione. Pure io medesima, Cedric, ho gustati alcuni istanti di tale vendetta. Più d'una volta ho seminata la discordia fra' nostri nemici; più d'una volta ne ho apprestata la perfida coppa per cambiar le sale dei conviti in arene tinte di sangue. Quest'occhi miei si sono pasciuti delle lor ferite, le mie orecchie hanno uditi come concenti i loro gemiti. Guardami, Cedric; non trovi tu forse ancora in queste sembianze sformate dal delitto e dagli anni qualche lineamento che ti rimembri Torquil?»
«Ah taci, Ulrica, non mi far tale inchiesta» rispose Cedric in tuono di chi è compreso da dolore e da orrore ad un tempo «quest'orme di somiglianza son quelle che possono ravvisarsi tra l'uom vivente e il suo cadavere uscito fuor della tomba per la forza d'uno spirito maligno trattosi ad animarlo.»
«Ma questi lineamenti animati da uno spirito infernale si coprirono colla maschera d'un angelo di luce, allorchè pervennero a spargere dissensioni ed odii tra Frondeboeuf e il figlio di lui Reginaldo. Le tenebre degli abissi dovrebbero celare i frutti che ne derivarono; ma s'aspetta alla vendetta lo squarciar la cortina che vela un misfatto capace di far uscire gli estinti fuor de' sepolcri. Da lungo tempo la discordia agitava le sue faci sui capi d'un padre tiranno, e d'un figlio degno di lui; da lungo tempo io nudriva segretamente ne' loro petti lo snaturato livore, onde ardevano l'un contra l'altro; e questo livore al fine scoppiò tra il festeggiar d'un banchetto. Il mio oppressore seduto alla domestica mensa soggiacque sotto i colpi del proprio figlio[41]. Tai sono gli atroci arcani che queste vôlte nascondono. Crollate, mura che ne cignete» sclamò costei girando tutt'all'intorno gli occhi a guisa d'ossessa «e seppellite sotto le vostre rovine tutti coloro che furono iniziati in questo orribil mistero.»
«E di te, figlia del delitto e della sventura, che avvenne dopo la morte del più crudele fra i nemici della tua stirpe?»
«Indovinalo se ardisci tanto: ma statti dal domandarmelo. Continuai a vivere nell'obbrobrio, sintantochè la vecchiezza, un'anticipata vecchiezza, venisse ad improntar sul mio volto gli schifosi lineamenti della mia anima. Allora fui vilipesa, schernita entro quel luogo medesimo ove comandai per l'addietro, costretta limitare a sterili imprecazioni le mie vendette, condannata ad udire dalla torre assegnatami qual dimora, il festoso strepito di que' tripudi, cui un giorno partecipai, e le grida e i gemiti delle nuove vittime dell'oppressione che successivamente queste carceri racchiudevano.»
«Ulrica! e con un cuore che, vorrei ingannarmi, sospira ancora la carriera de' delitti da te trascorsa, come ardisci volgerti ad uomo che addossa quest'abito? Che potrebbe far per te lo stesso sant'Odoardo se fosse qui in vece mia? Questo re confessore ebbe sì grazia dal cielo di poter guarire la lebbra del corpo, ma quella d'un'anima indurata nella colpa!... Dio solo può operare una tal guarigione.»
«Non quindi ti lascio ancora partire, crudele profeta, che m'annunzi la collera del cielo. Dimmi, se il puoi, qual sarà la conclusione delle immagini nuove e spaventose che turbano la mia solitudine? Perchè delitti dopo tanto tempo commessi tardano ad affacciarmisi alla mente con tutta la presenza della loro orridezza? Qual destino aspetta oltre al sepolcro colei, ch'ebbe per suo destino su questa terra il vivere fra le sciagure e le colpe? Amerei meglio tornare a Woden, a Mista, a Scrogula e a tutti gli Dei de' pagani miei antenati, anzichè patire anticipatamente i terrori che m'assalgono nel durar del giorno, e funestano i sogni delle mie notti.»
«Non sono sacerdote» disse Cedric stogliendo gli occhi pieni di ribrezzo da quella vivente immagine del delitto, della sventura, della disperazione «non son sacerdote, bench'io ne porti le vesti.»
«Sacerdote o laico, tu se' il sol timorato di Dio, il solo amico degli uomini, ch'io veda la prima volta dopo vent'anni. Mi dici tu di darmi alla disperazione?»