«Io.... io t'esorto al pentimento. Prega Dio, fa penitenza, e possa tu trovar grazia al cospetto della misericordia celeste! Ma non mi è lecito rimaner teco più a lungo.»
«Un istante! non abbandonarmi in tale stato, figlio dell'amico di chi mi diede la vita. Non abbandonarmi; o.... paventa, che il demonio, regolatore fin qui della mia vita, non mi tenti ora a vendicarmi del disprezzo, della barbarie ond'usi verso di me. Credi tu che se Frondeboeuf ravvisasse Cedric nascosto sotto quelle vesti nel suo castello, ti durerebbe a lungo la vita? Già i suoi occhi stan fisi sopra di te, come quei del falcone sulla sua preda.»
«Ebbene» soggiunse Cedric «mi strazino gli artigli e il rostro di questo uccello da preda; il labbro di Cedric non pronunzierà quindi accento che il cuore di Cedric dismentisca. Morrò qual Sassone, fedele alla mia parola, franco nelle mie azioni. Ritirati. Non toccarmi. L'aspetto medesimo di Frondeboeuf mi sarebbe meno odievole che non lo è la presenza d'una creatura fattasi vile, abbietta al pari di te.»
«Sia! non mi sforzo più a trattenerti; parti, dimentica la tua feroce virtù, dimentica come la miserabile che ti sta innanzi nacque dall'amico del tuo genitore. Parti, se i miei patimenti mi hanno separata da tutto il genere umano, da coloro ch'io avea diritto di trovar soccorrevoli, m'assumerò sola l'incarico di mie vendette; niuno mi aiuterà; ma tutti udranno la fama di quanto avrò osato operare. Addio. Il tuo sprezzo ha rotto l'ultimo filo che mi teneva ancora unita alla stirpe degli uomini. Il vedo. Neanco l'atrocità delle angoscie che provo può meritarmi compassione da un sol de' miei simili!»
«Ulrica!» soggiunse Cedric, commosso da questi ultimi accenti, «non hai tu dunque serbata la vita in mezzo a tanto abisso di sciagure e di colpe che per abbandonarti alla disperazione allorquando appunto i tuoi occhi si dischiudono sopra i tuoi falli, allorquando il pentimento dovrebbe aprirti una strada al tuo cuore?»
«Mal conosci il cuore umano, o Cedric. Per condursi com'io mi condussi, per dar luogo ai pensieri che in me allignarono, gli è d'uopo che si colleghino sfrenato amor del piacere, sete insaziabile di vendetta, desío d'illimitata autorità. Tai sentimenti inebbriano troppo l'anima che lor si abbandona per lasciarle più mai la facoltà di pentirsi. Sopravvissi all'età delle passioni; le rughe del volto m'han tolta, gli è vero, la funesta prevalenza di cui feci abuso; fin le idee di vendetta in me son ridotte a desiderii impotenti. M'ha giunta, accompagnato da tutte le sue serpi, il rimorso, sol presentandomi immagini di cordoglio inutile sul passato, di disperazione inesorabile sull'avvenire; ma mi ha giunta a malgrado del mio cuore, che non quindi si è aperto al pentimento. La tua vista però ha creata in me un'anima novella, e mi facesti a ragione comprendere nulla esservi d'impossibile a chi non paventa la morte. Per la forza de' tuoi detti mi trasparirono nuovi modi a vendetta, e siane certo, gli afferrerò. Tal brama fin ora si divise con altre passioni l'impero di questo spirito, ad essa omai mi dedico interamente; e vo' possa dir tu medesimo, che qualunque sia stata la vita d'Ulrica, seppe morir degna figlia del nobile Torquil. Ti sarà noto al certo, che molta mano di nemici sta raccolta attorno a questo malauguroso castello. Va a metterti lor capo, e allorquando vedrai una rossa bandiera sventolare sulla torre d'oriente, comanda l'assalto, fa impeto su i Normanni. Ti prometto che non saranno privi di faccende nell'interno della Rocca, e ad onta de' costoro archi, dei costoro archibusi, i tuoi soldati arriveranno a scalar queste mura. Addio. Segui il tuo destino e abbandonami al mio.»
Cedric stava per chiederle alcuni schiarimenti intorno ad uno stratagemma sì imperfettamente abbozzato, allorchè la voce di Frondeboeuf, novello Stentore, si fece udire.
«In che dunque si perde questo frate sfaccendato» sclamava costui «per la Vergine di Compostella! ne farò un martire se mai qui indugiasse per eccitare cattive idee ne' miei servi.»
«Una coscienza sinistra» disse Ulrica «è un verace profeta. Ma non vi disanimate, o Cedric, partite, intonate il cantico di guerra dei Sassoni, e se i Normanni rispondono col cantico di Rollo, del ritornello s'incaricherà la vendetta.»
Dette tai cose, ella scomparve prendendo una porta segreta, intantochè Reginaldo entrò nell'appartamento, e patì molto sforzo Cedric nel salutare con ingannevole umiltà l'orgoglioso barone, che con lieve chinar di capo gli rendette il saluto.