«Tu vedi, ser frate, questa mandria di porci sassoni che ha ardito circondare il mio castello. Di' loro quanto ti verrà in mente affinchè credendo a stremo la rocca, destreggino quarant'otto ore. Intanto, tu porterai subito.... Ma aspetta, sai tu leggere, ser incappucciato?»
«La roba scritta, no; ma posso leggere il mio breviario, perchè conosco le lettere stampate, ringraziando sempre la Beatissima Vergine e san Vittoldo.»
«Affè è il messo che mi voleva!» borbottò Reginaldo fra' denti. «Dunque prendi questa lettera, e portala al castello di Filippo di Malvoisin. Tu dirai esser io quegli che la spedisce, ma che fu scritta dal templario Brian di Bois-Guilbert; che lo prego farla giugnere a York con tutta la prestezza che può mettersi da un uomo fornito di buon cavallo. Digli ancora che non si turbi per noi, che i nostri armigeri son freschi per affrontare i cimenti, e ben apparecchiati dietro le fortificazioni. Sarebbe un'infamia per noi il provare alcuna sorte d'inquietezza innanzi una banda di cenciosi, avvezzi a fuggire al solo vedere spiegate le nostre bandiere, al solo udire lo scalpitare de' nostri corridori. Te lo ripeto, o frate, cerca nel tuo cervello qualche stratagemma atto a persuadere questi furfanti dell'utilità di tenersi nel loro campo sintantochè arrivino i nostri amici. La mia vendetta è desta. Ella è un falcone che non prende più sonno sinchè non abbia ghermita la preda.»
«Pel mio santo avvocato» sclamò Cedric con più enfasi che non lo avrebbe voluto la parte da lui sostenuta «e per tutti i santi vissuti e morti nell'Inghilterra! adempirò i vostri ordini, e nessun Sassone si allontanerà da queste muraglie, sin dove potrà la mia voce per rattenerlo.»
«Ah! ah!» disse Frondeboeuf «tu ti riscaldi molto, frate mio; si direbbe quasi che ti dà gusto il vedere strage di Sassoni. Però tu sei un porchetto della medesima razza.»
Cedric era un cattivo novizio nell'arte del dissimulare e gli sarebbe stato gran giovamento l'avere in quel tempo all'orecchio il suo povero matto, che colla fertilità del suo ingegno gli avrebbe suggerito qualche spacciativa risposta. Nondimeno la necessità è madre de' trovati, dice un antico proverbio. Laonde Cedric borbottò sotto il cappuccio alcune frasi buone ad indurre Frondeboeuf nella opinione, che il frate considerasse quegli assedianti come una ciurma di ribelli e di scomunicati.
«Per Dio! dicesti la verità» sclamò Frondeboeuf. «Io avea dimenticato che questi cialtroni non perdonerebbero ad un de' tuoi abiti più di quanto perdonano, se lor riesce trappolarlo, ad un ecclesiastico nato alla sponda opposta della Manica. Non fu il priore di sant'Yves, che legarono ad una quercia, costrignendolo a cantar salmi, intantochè gli frugavano le valigie?... Ah no, per la Madonna! questo complimento, lo fecero a Gualtieri di Middleton, un de' nostri fratelli d'armi. Ma non importa, furon ben Sassoni, che nella cappella di s. Beess, rubarono candelieri, calici, pissidi, non è egli vero?»
«Saranno stati uomini senza timor di Dio» rispose Cedric.
«Oh! non ne avevano punto; e bevettero tutto il buon vino che que' reverendissimi serbavano per gozzovigliare in segreto; perchè voi altri frati amate meglio una tavola ben imbandita, che il coro del convento. Dimmi, santo religioso, non hai tu giurato vendetta contro un tal sacrilegio?»
«Sì, ho giurato vendetta» replicò Cedric «e san Vittoldo m'è testimonio.»