«Il povero diavolo» s'interpose ridendo Bracy «vuole morire fedele alla propria vocazione. Vel domando in grazia, Frondeboeuf; fatemi un dono di questo schiavo. Ei servirà di spasso alla mia compagnia franca. Che ne dici, buffone? Accetti tu il mio partito? mi seguirai alla guerra?»

«Sì» rispose Wamba; «però intendiamci, se il mio padrone acconsente; perchè voi vedete questo gioiello» e in ciò dire accennava il collare. «Non posso dimetterlo senza il beneplacito di chi mi possede.»

«Oh! quanto a ciò fidati a me, una buona lima normanna ti spaccia presto dal collare sassone.»

«Mi piace, Bracy» disse Frondeboeuf «che vi date bel tempo ad ascoltar le baie d'un matto, intantochè si minaccia nientemeno che di distruggere il castello. Non pensate in che mani è andato il nostro messaggio? Che arriverà ben tutt'altro che al suo destino? che noi non abbiam più luogo a sperare soccorso? E tutto ciò per gli artifizi del buffone di cui vi chiarite or protettore? Queste cose non le pensate voi? Non dobbiam forse da un momento all'altro aspettarci un assalto di quella ciurmaglia?»

«Alle mura dunque, alle mura!» sclamò Bracy. «Son pronto. Ma anche in mezzo ai pericoli m'avete mai visto più serio di così? Si chiami pure il Templario, e che egli impieghi a difendersi sol la metà del coraggio da lui dimostrato nel difendere il proprio Ordine. Mettete a sito tutta la vostra gente. Io, dal canto mio, non mi starò colle mani alla cintola, e credetelo, sarà più facile a que' banditi sassoni scalare il cielo, che prendere d'assalto il castello di Torquilstone. Però, se volete negoziare con essi, perchè non vi prevalete della mediazione di quel degno franklin che da molto tempo sta qui non facendo altro se non se vagheggiare il fiasco di vino che è sulla tavola? Tenete, Sassone» disse indi ad Atelstano presentandogli un bicchiere colmo. «Votate questa tazza; inumiditevi le fauci con tal nobil liquore, e così acquisterete forza a proporci un'offerta pel vostro riscatto.»

«Mille marchi d'argento» rispose Atelstano «se rimandate liberi me e i miei compagni.»

«E ne guarentisci tu» gli chiese Frondeboeuf «la ritirata di questi masnadieri, vera feccia del genere umano, che circondano ora la rocca violando la pace di Dio e del re?»

«Adoprerò a ciò ogni mio sforzo, e son sicuro che il nobile Cedric mi seconderà con quanta è in lui prevalenza.»

«Eccoci dunque d'accordo» disse Frondeboeuf; «tu ed i tuoi verranno posti in libertà, e tornerà ad essere pace fra noi, pagati che tu abbia i mille marchi d'argento. Questo riscatto è ben tenue, o Sassone, e devi sapermi grado della mia moderazione. Però, bada bene! il negoziato non comprende l'Ebreo Isacco.»

«Nè la figlia di questo, Rebecca» gridò il Templario, che in quel momento arrivava.