«Nè il seguito di Cedric» aggiunse Frondeboeuf.
«Nè lady Rowena,» sclamò con enfasi Bracy. «Non sia mai detto che mi venga tolta simile conquista senza disputarla colla spada alla mano.»
«Nè questo sgraziato buffone» tornò a dire Frondeboeuf. «Pretendo farne un esempio di terrore a tutti que' buffoni di cattiva scuola, che d'ora in poi si avvisassero di cabalare.»
«State ad udirmi» disse con tuono fermo e sicuro il thane Sassone. «Son buon Cristiano, nè quindi ho stipulato nulla per gl'infedeli; laonde per gli Ebrei, fatene pure quel che volete. Ma nell'offerirvi mille marchi d'argento per riscatto mio e de' miei compagni, intesi comprendere sotto un tal nome tutta la comitiva di Cedric. Lady Rowena è mia promessa sposa, e mi farete trascinare da quattro cavalli non domati prima che ad essa io rinunzi.» Qui Bracy lo avrebbe interrotto; ma continuò senza tirar fiato. «Il servo Wamba poi salvò in questo giorno la vita del mio buon padre Cedric, e perderò anzi la mia che permettere gli sia torto solamente un capello.»
«Vado pensando che dicesti tua promessa sposa» parlò allora il condottiero del corpo franco; «lady Rowena promessa sposa ad un vassallo tuo pari! Tu sogni o Sassone, e ti figuri d'essere ancora al tempo de' sette regni. Sappilo dunque: i principi della casa d'Angiò non maritano le orfane ch'han prese in tutela ad uomini del tuo legnaggio.»
«Del mio legnaggio? Il mio legnaggio, orgoglioso Normanno, esce di sorgente più pura ed antica che non quello d'un mendicante francese, datosi ad accattare il suo pane col vendere il sangue d'una banda di masnadieri, poichè gli ebbe raccolti sotto i suoi stendardi spregevoli. I miei antenati erano sovrani di questi paesi. Prodi in guerra, saggi in tempo di pace, alimentavano nel lor palagio più centinaia di fedeli sudditi, che tu non conti individui nella tua ciurma. La gloria loro fu celebrata dai canti dei menestrelli; le mortali loro salme ottennero onore di sepoltura in mezzo alle preci che s'indirigono a' santi, e su quelle tombe sorsero templi che ne consacrarono la memoria.»
«Che hai da rispondere, Bracy?» disse Frondeboeuf che per istinto di connaturale malignità non avea disgusto di vedere umiliato neanco un amico «affè! il Sassone ha colpito nel segno.»
«Quanto può colpirvi» rispose Bracy, assumendo tuono d'indifferenza «un prigioniere cui si leghino le mani e si lasci poi l'uso della sua lingua. Ma le tue belle parole, fratel caro» volgendosi ad Atelstano «non renderanno la libertà a lady Rowena.»
Atelstano l'Irresoluto, che, anche nelle cose le più rilevanti per lui, tenea di rado parlate sì lunghe, come fu la precedente, studiava la risposta da farsi al versetto intonatogli da Bracy, allorchè il parlamento venne interrotto da una guardia che annunziava un frate presentatosi alla porta di soccorso, e che domandava essere introdotto nella rocca.
«Per il nome di san Bennetto, protettore di tutti i mendicanti sfaccendati!» sclamò Frondeboeuf «questa volta sarà un vero frate, o piuttosto un secondo impostore? Frugategli ben addosso, e interrogatelo a dovere, ed esaminatelo prima di lasciarlo entrare; perchè se vi lasciate ingannare anche questa volta vi fo strappar gli occhi dalle loro celle, e ne prenderanno luogo i carboni ardenti. Pensateci!»