«Sì, per san Dionigi!» sclamò. «Il vecchio frate ha ragione. Han già piantato un mantelletto di tavoloni rimpetto al castello. Ve' quegli arcieri posti sul lembo della selva, fitti come le nuvole! e affè presagiscono temporale e grandine.»
Venne pure a quella finestra Frondeboeuf, e visti gli apparecchi dell'inimico, col suon del corno raunò gli armigeri ordinando a ciascuno di prendere il suo posto sopra i bastioni.
«Bracy» sclamò egli «imprendi tu a difendere il fianco di levante, ove le mura del castello son men alte. Nobile Bois-Guilbert, la tua professione ti fe' pratico nell'arti della difesa, come in quelle degli assalti; vegghia alla parte occidentale, io mi terrò alla porta di soccorso. Però, amici miei, non vi limitate a guardar solo un punto. Fa di mestieri in tal giorno che ci troviamo da per tutto e nel medesimo tempo, e che per così dire ci moltiplichiamo onde portar soccorso e inspirare fiducia ovunque scorgasi più vigoroso l'impeto del nemico. Siam pochi, ma il coraggio e la solerzia possono tener luogo di numero, tanto maggiormente perchè non abbiamo da batterci che con ciurme spregevoli di villani.»
«Ma, nobili cavalieri» soggiunse frate Ambrogio, conservando la stessa melensaggine anche in mezzo a questo trambusto «nè vi sarà alcuno di voi che voglia ascoltare il messaggio del reverendo padre in Dio Aymer, priore di Jorvaulx? Vi supplico prestarmi attenzione, nobile ser Reginaldo.»
«Volgi le tue preghiere al cielo» questi rispose «perchè noi non abbiam tempo d'ascoltarle su questa terra. A te Anselmo; fa bollire olio e pece per irrugiadarne i capi di questa canaglia. A noi gli archi e le balestre. S'inalberi la mia bandiera dalla testa di toro. Gli assassini vedran quest'oggi contro chi han preso a cozzare.»
«Ma, nobile Reginaldo» continuò il frate credendo conciliarsi attenzione a furia di molesto insistere «pensate al voto mio d'obbedienza, e sofferite ch'io compia per intero il messaggio addossatomi dal mio superiore.»
«Spacciatemi da questo sragionevole chiacchierone» gridò Frondeboeuf: «chiudetelo nell'oratorio; stia là a recitare il rosario finchè sia sbrigata questa faccenda. Sarà un caso insolito pe' santi di Torquilstone udir borbottare Pater ed Ave. Penso anzi che dacchè vi stanno, tal cosa ad essi non sia accaduta giammai.»
«Non bestemmiate i santi, ser Reginaldo» disse Bracy: «per conquidere oggi questi ribaldi avrem bisogno del soccorso de' santi.»
«A dirvela» rispose quell'anima perduta «me li son sì poco amicati, che ne spero aiuto sol col buttarli dall'alto delle mura sulle teste di questi manigoldi. V'è tra l'altre una statua di s. Cristoforo, che unica basterebbe ad accoppare tutta una compagnia di soldati.»
Durante un tale colloquio, il Templario indagava le fazioni degli assedianti con miglior senno che non ne mostravano il brutale Frondeboeuf e il suo compagno, anche più frivolo di quel che l'altro fosse brutale.