«Risparmiate anche il titolo di nobile, ser cavaliere. Gli è meglio sappiate da me a dirittura come la persona da cui ricevete or qualche assistenza, non è altro che una povera Ebrea, non è altro che la figlia d'Isacco d'York, a voi debitore non ha molto di servigi i più segnalati. Ogni giustizia volea che in tale momento la sua famiglia vi porgesse quanti soccorsi il presente vostro stato domanda.»
Sarebbe difficile l'assegnare fin quanto, prima di un tale schiarimento, avrebbero innoltrata breccia nel cuore del cavaliere, che stava in estasi contemplandoli, gl'incanti del volto e gli occhi nerissimi di Rebecca, occhi il cui splendore moderavano solamente le lunghe ciglia fattesi lor velo, occhi e ciglia che ad un cantor di ballate avrebber suggerita l'immagine della stella della sera allorchè dardeggia i suoi raggi per mezzo a un boschetto di gelsomini. Ma le massime cattoliche prevalevano troppo in Ivanhoe per non farsi perfin più forti de' vezzi della bellissima Ebrea; cosa prevedutasi da Rebecca, la quale per ciò solo fu frettolosa di dargli a conoscere il proprio nome, e la classe cui appartenevano ella e suo padre. Ciò nondimeno l'avvenente e saggia figlia d'Isacco era donna, nè immune dalle fralezze di tutti i mortali; non potè quindi rattenere un sospiro in veggendo il cambiamento surto d'improvviso fra gli sguardi d'ammirazion rispettosa, nè affatto disgiunta da tenerezza, che dianzi tenea fisi Ivanhoe sopra la sua sconosciuta benefattrice, ed una fisonomia fattasi fredda, addiacciata, in cui leggeasi una gratitudine figlia del dovere, e leggeasi ad un tempo la fatica di tributarla, perchè ne era divenuta scopo tal persona spettante ad una progenie vilipesa e proscritta, di cui persino i servigi contro cuore erano accolti. Nè direm già che prima gli occhi d'Ivanhoe esprimessero sentimenti al di là di quell'omaggio a cui rari pregi di avvenenza giunta a cortesia costringono tutt'uom giovane; ma non quindi meno dovette essere trafitto il cuore della infelice Rebecca nell'avvedersi come un solo accento le toglieva un tributo, a cui, nè crediam lo ignorasse, ella avrebbe avuto diritto sol che non fosse nata in tal ordine di società, ove nè chi avea tale diritto potea farlo valere, nè altri riconoscerlo senza assoggettarsi ad un'infamia decretata dalle opinioni pregiudicate di quell'età.
Pur tanta era in essa rettitudine d'ingegno e bontà d'animo, che non fe' delitto ad Ivanhoe di partecipare alle massime generali del secolo benchè viziate e ad un mal inteso zelo della religione ch'ei professava. Al contrario, comunque convinta da sgradevole evidenza, che il suo infermo la riguardava soltanto come persona del novero d'una schiatta colpita dalla maledizione di Dio, nè degna d'aver con essa maggior avvicinamento di quanto sola necessità indispensabile comandasse, non si ristette dal largheggiargli di cure le più solerti ed assidue. Venuta al momento di annunziargli il dovere in cui si trovava il padre di lei, Isacco, di condursi a York, e del disegno loro di farlo trasportare in propria casa, e tenerlo ivi fino al perfetto risanamento di sue ferite, Ivanhoe si mostrò restio a simile proposta, colorando la renitenza d'un desiderio di non arrecare più lungo incomodo a persone sì benefiche a suo riguardo.
«Non potrebbe» chiedeva egli «trovarsi ne' dintorni d'Ashby un qualche franklin Sassone, o vero sia facoltoso contadino, che acconsentisse a darmi ricetto in sua casa, sintantochè io fossi un'altra volta in istato di addossar l'armi? Non un convento che mi ricevesse? In somma, non v'ha alcun modo di trasportarmi a Bourton, ove non dubito esser bene accolto da Waltheof, abate di san Vitoldo, e mio parente?»
«Il vedo bene» rispose Rebecca con mesto sorriso «il vedo bene che la più miserabile fra le capanne sarebbe a voi soggiorno più gradito della casa d'uno spregevole Ebreo. Ma vi avverto, ser cavaliere: voi non potreste cambiare d'alloggiamento senza licenziare il vostro medico; e se la nostra nazione è ignara nell'arte delle battaglie, è altrettanto esperta nel curare le ferite che ne derivano. Soprattutto la nostra famiglia possede segreti farmaci, privilegio di pochi individui, anzi d'un solo in linea di eredità fin dai tempi di Salomone; e se sieno efficaci voi lo provaste. Non troverete in tutta quanta la Gran-Brettagna un sol chirurgo nazareno.... oh perdonate! cristiano, che possa condurvi al momento d'imbracciar corazza entro una durata di tempo minore di quattro mesi.»
«E qual tempo vi assumereste voi al compimento della cura?» rispose Ivanhoe con tuon d'impazienza.
«Otto giorni se vi abbandonate affatto alle mie premure.»
«Per la santa Vergine! se non è peccato il pronunziare questo nome in tal luogo, venimmo a' tempi, che chiunque sia buon cavaliere dee bramare tostamente di mettersi in sella. Giovinetta, se mi tenete la vostra parola, vi farò dono di quest'elmo pieno di bisanti appena avrò potuto procurarmeli.»
«Ve la terrò e voi brandirete la spada d'oggi a otto giorni, ma invece del danaro che mi promettete vi vorrei propenso a concedermi un altro dono.»
«E qual può essere? Parlate. Se sarà dono di tal natura, che un cavaliere cristiano possa concederlo a persona di vostra nazione, la mia gratitudine e la mia soddisfazione nell'appagarvi andranno del pari.»