«Indicatemi sotto qual bandiera campeggino» soggiunse Ivanhoe.
«Bandiera! non iscorgo nè bandiere, nè insegne.»
«Non comprendo. Da quando mai s'è inteso dire, che uomini marcino contra un castello senza spiegare bandiera? Nè saprete almeno darmi qualche indizio su i capi della spedizione?»
«La persona che si fa contraddistinguer dall'altre è un cavaliere coperto di negra armatura. Egli è il solo armato di tutto punto. A quanto sembra il rimanente di quelle schiere ne riceve i comandi.»
«Scorgete voi quale stemma ne fregi lo scudo?»
«Qualche cosa che somiglia ad una spranga di ferro e ad un catenaccio, e queste cose, s'io non erro, dipinte in azzurro sopra fondo nero.»
«Spranghe di ferro e catenacci! Non conosco qual cavaliere possa portar tale stemma, e lo direi mio nello stato a cui mi vedo ridotto. E l'impresa?»
«Come leggerla, se a questa distanza si discerne a fatica lo stemma, e ciò anche allora che lo scudo ripercuote i raggi del sole?»
«Nè assolutamente vedete altri capi?»
«Niuno da questa parte. Se ne troveranno forse dall'altra, perchè è credibile non essere il punto di castello ove guardiamo il sol bersaglio all'assalto. Ma eccoli che s'inoltrano.... Dio di Sion, ne proteggi! Quale spettacolo spaventoso! Coloro che marciano i primi si coprono di grandi scudi, e spingono innanzi una specie di muraglione fatto di tavole. Gli altri che li seguono dan volto agli archi, e adattano ad essi le frecce. Dio di Mosè, perdona alle creature che sono l'opera delle tue mani!»