»Di quella rocca, fuor dell'anglo omai,
»Stendardo all'aure non si spieghi, e gridi
»Stupito il passeggier, che in miglior' destre
»Non unqua i suoi vessilli Anglia commise.
Shakspeare.
Comunque assai poco fidasse in Ulrica Cedric, pur non avea mancato, fin d'allora che uscì dal castello, di partecipare le cose intese da questa femmina al cavalier Nero e a Locksley, i quali provarono contento non lieve in ascoltando com'entro la rocca vi fosse persona che all'uopo ne avrebbe loro agevolato l'ingresso. E fin da quel punto s'erano accordati col Sassone sulla necessità di tentare l'assalto, anche ad onta di svantaggiose possibilità, poichè per vero dire miglior via non offerivasi di liberare i prigionieri caduti nelle mani del barbaro Frondeboeuf.
«Il real sangue d'Alfredo è in pericolo» disse Cedric.
«L'onore di nobile donna è in pericolo» diceva il cavalier Nero.
«E quand'anche non avessimo altro scopo che di liberare quel povero servo, quel fedele Wamba» disse Locksley «metterei piuttosto in rischio un membro del mio corpo, che lasciar cadere un capel solo della sua testa.»
«E altrettanto farei io» aggiunse l'eremita di Copmanhurst. «Vedo non esser egli che un matto, ma, signori miei! a un tal matto che si comporta con tanto accorgimento e prontezza d'animo, onde avrei più gusto di votare un fiasco di vino e mangiare una fetta di prosciutto in sua compagnia, che standomi insieme coll'uomo il più sapiente. Sì, fratelli carissimi, ve lo dico, un tale matto non mancherà mai nè d'un religioso che preghi per lui, nè d'un guerriero che lo difenda, sintantochè io potrò intonare un salmo o scoccare una freccia.»