E dicendo tai cose, folleggiava colla pesante labarda, che facea volgersi a molinello al di sopra del capo coll'agevolezza onde un giovine pastore usa all'uopo medesimo la sua bacchetta.

«Molto bene! stimabile religioso» disse il cavalier Nero; «molto bene! San Dunstano in persona non potea parlare di meglio. Or ditemi, caro Locksley, non trovate voi opportuno che il nobile Cedric si prenda l'incarico di comandare l'assalto?»

«No, in fede mia» sclamò Cedric: «non ho mai studiato l'arte nè di assalire nè di difendere questi asili della tirannide, che i Normanni vennero ad ergere nella sfortunata nostra contrada. Combatterò nella prima fila, e se non ho capacità a prestar servigio di abile condottiero adempirò qual si dee gli obblighi d'un buon soldato.»

«Poichè vi piace così, nobil Cedric» soggiunse Locksley «m'assumo io la parte di condurre gli arcieri, e fatemi appiccare al più alto di questi alberi, se i soldati che si mostreranno sui bastioni dell'inimico, non verranno infilzati da tante frecce quanti stecchi di garofani si vedono per le feste di Natale sopra un prosciutto.»

«Ciò è parlar bene, o Locksley» disse tosto il cavalier Nero; «e se tra questi valorosi avvene che vogliano seguire un vero cavaliere, poichè tale titolo posso darmi, m'incarico di condurli all'assalto con tutto lo zelo d'un soldato e giovandomi della esperienza che le mie fatiche m'hanno acquistata.»

Così essendosi fra loro scompartite le fazioni i tre capi, fu dato il primo assalto, di cui i miei leggitori intesero le conseguenze.

Quando il fortino fu preso, il cavaliere Nero ne mandò avviso a Locksley, raccomandandogli nel medesimo tempo far mostra di voler assalire dall'altra parte per tenere in faccende gli assediati, e impedir loro di riunir le forze per operare una sortita, intesa ad impadronirsi nuovamente del perduto fortino. Perchè venire assalito era la cosa cui men desiderasse il cavalier Nero in tal congiuntura, sapendo di comandare soldati volontarii per la maggior parte, indisciplinati e non avvezzi alla guerra, ne' quali era bensì l'ardor che voleasi ad incominciar un assalto, ma non la fermezza necessaria a chi un assalto dee sostenere. Aggiugneasi, che quasi tutti essendo mal forniti d'armi, aveano ogni svantaggio nel combattere contra vecchi guerrieri quai si erano i difensori del castello, invigoriti da quella fiducia che inspirano superiorità d'armi e superiorità di sapere.

Profittò di tale pausa per far costruire un ponte di legno ch'ei divisò gettar per traverso alla fossa, e col soccorso del quale sperava superarne il varco ad onta di tutti gli sforzi degli assediati; lavoro che portò via un tempo non tanto breve, del qual ritardo non si dolsero que' duci; tanto più che dava ad Ulrica agio migliore di porre in opera il disegno di procurare un divagamento agli assediati, comunque di questo divagamento gli assediati ignorassero la natura.

Terminato appena il ponte; «Non è più luogo ad indugi» disse il cavalier Nero; «il sole volge all'occaso, ed ho per le mani affari sì premurosi, che non mi permettono rimanere un giorno di più presso di voi. Aggiugnete, essere quasi impossibile cosa che da York non giunga un corpo di cavalleria in soccorso degli assediati, onde fa d'uopo con uno spacciativo ardimento terminare questa bisogna. Che un di voi pertanto si trasferisca presso Locksley commettendogli in mio nome di dare una fiancata di frecce all'altro lato del castello e trarsi avanti in atto di chi vuole assalire. Voi, prodi Inglesi, seguitemi al vero assalto, e siate presti a gittare il ponte non sì tosto vedrete aprirsi la porta di soccorso del fortino, attraversate con coraggio sulle orme mie questo ponte, ed aiutatemi a fracassare la porta di soccorso che impedisce l'ingresso al castello. Se v'è fra voi chi abbia men caro un tal genere di fazione, o che non sia abbastanza fornito d'armi per cimentarvisi, corra a guernir le alture del fortino, e indiriga le frecce contro chiunque si mostri sui bastioni del castello. Nobile Cedric, volete voi assumere il comando degli arcieri?»

«No, per l'anima d'Everardo!» rispose il Sassone. «Non ho la passione di condur gli altri. Ma i miei posteri carichino d'ogni imprecazione la mia tomba, se non seguo immediatamente quel primo che mi addita il cammino. Quei che si battono, si battono per la mia causa, nè si dica mai ch'io rimasi al retroguardo.»