«Dimenticherò me medesimo prima che io dimentichi te, fedele collega» riprese a dire Gurth; «e se la libertà avesse potuto giovarti, il nobile Cedric te l'avrebbe conceduta prima di pensare a me.»

«No» soggiunse Wamba «non sono ancora tanto matto d'invidiarti, amico Gurth; il servo sta seduto a canto del fuoco, ben alloggiato, ben nudrito, allorchè l'uomo libero corre i campi e fatica. Di fatto, che cosa dice a tal proposito Oldhelm di Malmesbury! Meglio matto a mensa che savio alla guerra! Dio mi liberi di tal libertà!»

S'intese allora grande strepito di cavalli, e quasi nel medesimo istante comparve lady Rowena riccamente vestita, assisa sopra sontuoso palafreno, e accompagnata da numeroso corteggio d'armati scudieri, nei cui lineamenti pigneasi la gioia ond'eran compresi in veggendo libera la lor padrona. Ella avea assunta l'intera dignità del suo portamento, se non che il pallor del volto palesava lo spavento cui avea soggiaciuto. Scorgeasi ancor su quel fronte una lieve nube di duolo, ma a diradarla soccorreano la speranza d'un migliore avvenire, e il sentimento di gratitudine che la sua liberazione le inspirava così verso il cielo come ver le persone che di liberazione le furono strumenti.

Ella era già stata avvertita e del viver d'Ivanhoe e del caso d'Atelstano. La innondò di purissima gioia il primo annunzio; e quanto al secondo, n'ebbe sì rincrescimento, ma non potè ad un tempo non sentire la contentezza di vedersi omai sottratta all'importuno zelo di Cedric, che l'avrebbe voluta ad ogni patto sposa del signor di Coningsburgo.

Allorchè lady Rowena fu in vicinanza di Locksley, questi si alzò per riceverla, e altrettanto fecero tutti i suoi arcieri, mossi da istinto naturale di cortesia. Le guance di lei si copersero in quell'istante di amabil rossore, e dopo un profondo inchino che confuse per poco le anella delle sue chiome colla criniera del corridore, palesò in brevi note quai sensi di gratitudine ella nudrisse verso il valoroso arciere e gli altri che la liberarono. — «Che Dio e la madre sua vi compensino» così ella conchiuse «o valenti persone, che con tanta cortesia e a rischio de' vostri giorni proteggeste la causa degli oppressi! Se mai alcun di voi si trovasse molestato da fame o da sete, rammenti che lady Rowena possede ricchezze e animo grato. Se i Normanni vi costringono ad abbandonare questa selva, pensate che altre ne ha in proprietà lady Rowena. Ivi potrete cacciare a vostro piacimento.»

«Vi ringrazio, nobil donzella» rispose Locksley «e pe' miei compagni e per me. L'avervi salvata è tale atto che porta con sè medesimo la sua ricompensa. Certamente non facciam sempre opere meritorie nei nostri boschi, ma la liberazione di lady Rowena è opera ben valevole ad espiarne molt'altre che meritasser rimprovero.»

Lady Rowena, dopo averli risalutati per congedarsi da loro, volse il cavallo in atto di partire; ma essendosi fermata un istante per aspettare Cedric, che doveva esserle compagno e si licenziava egli pure da quella brigata, si trovò all'impensata in vicinanza del prigioniere Bracy. Era questi in piedi sotto d'un albero, e colle braccia incrocicchiate sul petto immerso in profonda meditazione, onde lady Rowena si confidava ch'ei non l'avesse veduta. Ma ella ingannavasi. La ravvisò ottimamente, e sola vergogna lo tenea irresoluto; pur finalmente avanzatosi verso di lei, e prendendone per la briglia il palafreno così le disse:

«Lady Rowena degnerà ella d'un suo guardo un cavalier prigioniero, un guerriero disonorato?»

«Ser cavaliere» gli rispose ella «in imprese della natura di quella che voi tentaste, il vero disonore starebbe nel buon successo.»

«La gloria del trionfo però dovrebbe mitigare il risentimento» soggiunse Bracy. «Possa io udir solamente dal labbro di lady Rowena che ella mi perdona tal violenza cui diede moto una sfortunata passione, e s'accorgerà ben tosto lady Rowena, come Bracy sappia prestarle in più nobil guisa il suo braccio!»