«Oimè, ser Priore, le vostre leggi[47] non vi permettono di sapere quanta ne sia cara la nostra prole! O Rebecca, figlia della mia diletta Rachele! se ciascuna foglia di quest'albero fosse uno zecchino, e se tutti questi zecchini m'appartenessero[48], sagrificherei di buon cuore tale immenso tesoro per sapere che divenne di te in sì funesta giornata.»
«Tua figlia!» prese la parola un degli arcieri. «Non portava ella un velo di seta ricamato d'argento?»
«Sì» rispose con forza il vegliardo, che in quell'istante non tremava più di paura, ma d'impazienza. «Sì, quella. Oh possano tutte le celesti benedizioni diffondersi sul tuo capo; puoi tu dirmi che divenuto sia di mia figlia?»
«Senza dubbio ella era la persona, che l'orgoglioso Templario si portava via ieri sera allorquando s'apria varco per mezzo alle nostre file. Io aveva fatto volto al mio arco per iscoccargli una freccia, ma non osai lanciarla per tema di ferire quella giovinetta che mettea disperate grida.»
«Oh avesse piaciuto a Dio che più fermo in quell'istante fosse stato il tuo braccio, a costo pur anche di trapassarle il seno! Vorrei piuttosto credere ch'ella giace entro la tomba de' padri miei, che saperla in poter di quel barbaro, di quel dissoluto Templario. Ichobad, Schobad! è offuscata la gloria della tua casa!»
«Amici miei» soggiunse Locksley; «questo vecchio, lo vedo, non è che un Ebreo, ma il suo dolore mi commove. Vien qui, Isacco. Negozia a buoni patti con noi. Dimmi: il pagamento di mille corone pel tuo riscatto ti lascia veramente sprovveduto d'ogni sostanza?»
Simile interrogazione mossa all'Ebreo in un istante in cui l'amor paterno faceva guerra a quello ch'egli avea pel danaro, lo privò di quella solita prontezza d'animo, a tal che rispose pressochè senza accorgersene: «Sprovveduto del tutto, no.»
«Ebbene! non faremo conti tanto rigorosi con te. Sfornito di danaro, lo strappar tua figlia dalle branche di un Templario ti sarebbe cosa altrettanto impossibile, quanto atterrare un daino con una freccia spuntata. Ne pagherai dunque lo stesso riscatto che abbiamo chiesto al Priore, anzi ti abboneremo cento corone, che io medesimo mi prenderò di meno nella mia parte di bottino. Di fatto poi sarebbe uno scandalo mettere ad egual prezzo la testa d'un Ebreo e quella d'un prelato Cristiano. Questa, non v'ha dubbio, dee valer più dell'altra. Così ti rimangono cinquecento corone per negoziare il riscatto della tua figlia. I Templarii amano lo splendore degli zecchini d'oro non meno di quello che mandano due occhi anche bellissimi. Però non perdere tempo a far sonare il metallo alle orecchie di Bois-Guilbert innanzi che peggio accada a tua figlia. Tu la troverai, giusta quel che mi dissero le nostre velette, nella commenda di Templestowe. Convenite voi nel mio parere, o colleghi?»
Qualunque fosse il partito posto da quel condottiero, era sempre partito vinto per acclamazione. Laonde Isacco, liberato da una metà de' suoi timori nell'udir viva la propria figlia, si confortò colla speranza di riaverla; e giubilante per sapere ridotto alla metà il riscatto che paventava dover pagare, si prostrò ai piedi dell'umano capobanda, e fregandone colla barba i calzari gli prese il lembo del giustacuor verde per imprimervi un bacio.
Fattosi alcuni passi addietro Locksley, gettò uno sguardo di disdegno sopra l'Israelita: «Alzati, Ebreo, alzati, sono Inglese, nè amo questi contrassegni di servile rispetto, soliti a praticarsi nell'Oriente. Gli è al cospetto di Dio che devi piegare il ginocchio, non dinanzi ad un miserabile peccatore qual io mi sono.»